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Pugilato: Imane Khelif progetta la difesa del titolo olimpico a Los Angeles 2028

Imane Khelif
240809 Imane Khelif of Algeria (red) vs Liu Yang of China (blue) in women's 66 kg gold medal final boxing fight during day 14 of the Paris 2024 Olympic Games on August 9, 2024 in Paris. Photo: Petter Arvidson / BILDBYRÅN / kod PA / PA0867 boxning boxing boksing olympic games olympics os ol olympiska spel olympiske leker paris 2024 paris-os paris-ol 11 bbeng algeriet algeria china kina dam (Photo by PETTER ARVIDSON/Bildbyran/Sipa USA)

La campionessa olimpica di pugilato Imane Khelif non si lascia intimidire dalle affermazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e si prepara a difendere il suo titolo a Los Angeles nel 2028. La 25enne pugile algerina, che ha conquistato l’oro alle Olimpiadi di Parigi lo scorso anno tra le polemiche, ha dichiarato chiaramente la sua intenzione di ripetere l’impresa, dopo che Trump ha erroneamente affermato che fosse passata da uomo a donna. In un’intervista con ITV News che andrà in onda questa sera, Khelif ha risposto con fermezza: “Il presidente degli Stati Uniti ha preso una decisione riguardo le politiche transgender in America, ma io non sono transgender. Questo non mi riguarda e non mi intimorisce. Questa è la mia risposta“.

Imane Khelif

240809 Imane Khelif of Algeria poses with her gold medal at the medal ceremony for women’s 66 kg gold medal final boxing during day 14 of the Paris 2024 Olympic Games on August 9, 2024 in Paris.
Photo: Petter Arvidson / BILDBYRÅN / kod PA / PA0867
boxning boxing boksing olympic games olympics os ol olympiska spel olympiske leker paris 2024 paris-os paris-ol 11 bbeng jubel (Photo by PETTER ARVIDSON/Bildbyran/Sipa USA)

Imane Khelif sogna il bis

In precedenza l’algerina non si era nascosta sul suo grande obiettivo: “La seconda medaglia d’oro, ovviamente. Negli Stati Uniti, a Los Angeles“. Nei mesi scorsi, la vittoria di Khelif a Parigi insieme a quella della pugile taiwanese Lin Yu Ting, aveva sollevato un ampio dibattito sull’idoneità di genere nello sport, alimentato anche da figure di spicco come Trump, il miliardario Elon Musk e l’autrice J.K. Rowling. La classe ’99 ha confessato di essere stata “profondamente colpita mentalmente dalla grande campagna mediatica” che ha accompagnato la sua vittoria a cinque cerchi, rivelando poi che sua madre si recava in ospedale quasi ogni giorno, mentre la sua famiglia condivideva il peso degli attacchi ricevuti.

Il clamore è stato alimentato dalla decisione del Comitato Olimpico Internazionale di respingere gli esami del sangue che avevano portato la ormai screditata International Boxing Association a squalificare Khelif dai Campionati del Mondo 2023. “Come diciamo in Algeria, chi non ha nulla da nascondere non dovrebbe avere paura. La verità è emersa alle Olimpiadi di Parigi: l’ingiustizia è stata svelata e la verità è stata riconosciuta dal Comitato Olimpico di Parigi“, ha dichiarato la pugile.

Khelif ha poi concluso: “Io mi vedo come una ragazza, proprio come qualsiasi altra ragazza. Sono nata ragazza, sono stata cresciuta come ragazza e ho vissuto tutta la mia vita così. Ho partecipato a numerosi tornei, tra cui le Olimpiadi di Tokyo e altri eventi importanti, nonché a quattro Campionati del Mondo, tutto prima di iniziare a vincere e guadagnare titoli. Ma una volta che ho iniziato a ottenere successo, sono iniziate le campagne contro di me“.

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