Pallanuoto, Mondiali Budapest 2017: la Croazia è sul tetto del mondo

Pallanuoto Mondiali di Budapest 2017 - Foto Sportface

In una partita vibrante e a tratti nervosa, la Crozia della pallanuoto maschile si è laureata campione del mondo ai Mondiali di Budapest 2017. Superata in finale la rappresentativa di casa, l’Ungheria, col punteggio di 8-6.

Gli ungheresi, supportati dal pubblico amico, accorso in circa 12.000 unità allo stadio della pallanuoto della capitale, capiscono fin dalle prime battute che la partita non sarà delle più semplici. Il primo vantaggio è croato dopo due giri d’orologio, mentre appena 60 secondi più tardi arriva il raddoppio. I padroni di casa subiscono il pressing avversario e quando hanno la possibilità di far male, non sono mai incisivi. Così, per una traversa colpita al minuto 4, ecco che al 6′ la Croazia si porta in vantaggio di tre lunghezze. All’8′ è addirittura poker croato, con la reazione dell’Ungheria che stenta ad arrivare. Il pubblico di casa deve attendere 9 minuti per festeggiare la prima segnatura, e poi altri 3 per l’arrivo del secondo goal. Adesso gli ungheresi sembrano crederci, sorretti dal tifo infernale dei propri tifosi, e se al 18′ accorciano sul -1, tre minuti più tardi riescono ad impattare sul 4-4. Ma è proprio nel momento migliore dell’Ungheria che la Croazia punisce i beniamini di casa: scottati evidentemente dallo sforzo dei minuti precedenti per rientrare in partita, ecco che arrivano in rapida successione, al 22′ e al 23′, i goal che sembrano chiudere la contesa. Nell’ultimo quarto i croati vanno avanti di tre (7-4), ma l’Ungheria tenta disperatamente di rientrare ancora una volta, portandosi sul -1 a 2 minuti dalla fine. Pochi secondo più tardi è però l’esperto Sandro Sukno, vero e proprio talento della pallanuoto croata, a sancire il definitivo 8-6.

L’Ungheria, oro a Barcellona 2013, non riesce nell’impresa di primeggiare davanti al proprio pubblico. La Croazia, dal canto suo, trionfa a distanza di 10 anni dall’ultima volta in un Mondiale, dando seguito alle medaglie olimpiche di Londra 2012 e Rio 2016