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Mondiali ciclismo: momento d’oro per Pellizzari, è la vera arma azzurra

Pellizzari
Giulio Pellizzari (IPA Agency) - sportface.it

L’arma italiana a Montréal è Giulio Pellizzari. Il ciclista azzurro arriva al suo primo Mondiale tra i professionisti con una condizione atletica brillante, pronto a diventare una risorsa fondamentale per la squadra azzurra.

La crescita di Giulio Pellizzari

Dopo una prima parte d’anno complicata da un Giro d’Italia negativo, il ventiduenne della Red Bull-BORA-hansgrohe ha cambiato marcia nelle ultime settimane. Il corridore marchigiano ha conquistato il successo al Giro della Toscana con un colpo da campione e ha ottenuto il 2° posto al Memorial Pantani, oltre alla sesta piazza alla Coppa Sabatini, dove è rimasto da solo al comando fino a 50 metri dal traguardo. Risultati importanti che lo hanno portato anche in vetta alla classifica di Coppa Italia delle Regioni con 260 punti, davanti a Tommaso Dati a quota 180 punti e Christian Scaroni a 137.

Sull’ottimo rendimento del giovane azzurro si è espresso anche l’ex direttore sportivo Giuseppe Martinelli: «Negli ultimi due anni Pellizzari è migliorato molto. Quest’anno l’unica corsa in cui non è andato benissimo è il Giro d’Italia». Martinelli ha poi elogiato apertamente la prova toscana: «Tra le gare di settembre il Giro di Toscana è quella che mi è piaciuta di più. Nelle due scalate al Monte Serra i migliori si sono affrontati a viso aperto».

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Mondiali ciclismo: momento d’oro per Pellizzari, è la vera arma azzurra

La regia per Giulio Ciccone sul circuito canadese

In vista della rassegna iridata canadese, la punta designata della formazione italiana resta Giulio Ciccone, ma Pellizzari potrebbe rivelarsi la mossa a sorpresa del commissario tecnico. Il tracciato di Montréal misura 273,7 chilometri complessivi distribuiti su dodici giri di circuito e presenta strappi ripidi ma brevi, come la salita di Camillien-Houde e lo strappo della Polytechnique.

Queste ascese richiedono scatti secchi, caratteristiche meno congeniali a un atleta con doti da scalatore puro. Per questa ragione, attendere l’ultima tornata per fare la differenza in salita potrebbe non rappresentare l’opzione migliore. La carta vincente per la Nazionale potrebbe essere, come confermato anche da Ballan ai nostri microfoni, muovere il marchigiano con largo anticipo, prima che la sfida entri nella sua fase conclusiva.

Portarsi avanti obbligherebbe i team dei favoriti a spendere energie nell’inseguimento, lasciando la testa della corsa meno appannata per il finale.

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