Ciclismo

Giro d’Italia 2020, i favoriti della vigilia: Nibali per la storia, Thomas e Fuglsang i grandi attesi

Vincenzo Nibali - Foto Twitter

Ormai ci siamo, sta per aprirsi il sipario sul Giro d’Italia 2020. Un’edizione, la numero 103, che ad ogni modo passerà alla storia per la sua collocazione autunnale nell’anno della pandemia da Covid-19. Lo stravolgimento del calendario ha probabilmente penalizzato la Corsa Rosa, il cui parterre è un po’ meno ricco rispetto agli ultimi anni vista la vicinanza con il più blasonato (e ricco) Tour de France. I grandi corridori comunque ci sono e potranno dare spettacolo su un percorso come sempre splendido e variegato: si prevede grande equilibrio ed anche questo potrebbe in qualche modo aumentare l’interesse intorno alle tre settimane di gara. Andiamo quindi a scoprire insieme i favoriti della vigilia.

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Impossibile non iniziare da Vincenzo Nibali, unico corridore al via capace di vincere il Giro d’Italia in carriera. Il siciliano vanta due successi (l’ultimo nel 2016) ed un totale di ben 6 podi, una nuova pagina di storia è alla portata: il settimo podio infatti vorrebbe dire eguagliare Gilberto Simoni ma soprattutto Fausto Coppi e Gino Bartali, ma la vittoria finale significherebbe addirittura il nuovo record come vincitore più anziano della maglia rosa. L’attuale primato appartiene infatti a Fiorenzo Magni (34 anni e 180 giorni nel 1955), ma Nibali a novembre ne compirà 36. A favore dello Squalo depongono la capacità di fondo nelle tre settimane e le tante salite lunghe che potrebbero essere adatte alle sue caratteristiche. Probabilmente la Trek-Segafredo non sarà la squadra più attrezzata, ma sembra non esserci un team dominante come al Tour.

GIRO D’ITALIA 2020: IL MONTEPREMI DELLA CORSA

Il primo rivale di Nibali sarà con ogni probabilità Geraint Thomas: il britannico del Team Ineos ha incentrato la stagione sul Giro dopo l’esclusione dal Tour e alla Tirreno-Adriatico è apparso in crescita. Dalla sua avrà soprattutto tre cronometro individuali ed un totale di oltre 65 km contro il tempo, un vero tesoretto che potrebbe consentire a Thomas di affrontare la terza settimana con qualche certezza in più. Anche per lui vale lo stesso discorso di Nibali, con la squadra che non sembra all’altezza dei gloriosi anni del Team Sky. Sempre dalla Gran Bretagna arriva Simon Yates, che con il Giro ha un conto in sospeso: nel 2018 infatti crollò in rosa sul Colle delle Finestre uscendo malamente di classifica e adesso torna dopo l’ottavo posto dello scorso anno. I dubbi sulla tenuta nelle tre settimane restano, certo è che alla Tirreno-Adriatico ha rubato l’occhio conquistando la vittoria finale e staccando tutti nel “tappone” appenninico.

Sul fronte delle squadre, il faro della corsa potrebbe essere l’Astana di Jakob Fuglsang. L’impressione è che questa sia la grande occasione per l’esperto danese di trionfare in un Grande Giro. Dopo un agosto prorompente coronato con il trionfo al Giro di Lombardia, Fuglsang si è nascosto ma arriva all’appuntamento rosa con la consapevolezza di chi se la vuole giocare fino alla fine. Al suo fianco avrà Aleksandr Vlasov e Miguel Angel Lopez: entrambi possibili co-capitani, il russo sarà al primo Grande Giro mentre il colombiano è reduce dal Tour dove nelle ultime salite ha messo tutti in fila. Anche da un punto di vista tattico si tratta di un trio davvero interessante.

Parte un gradino dietro Steven Kruijswijk, reduce da un periodo di stop dopo la caduta al Delfinato ma da tenere in assoluta considerazione. L’olandese della Lotto-Jumbo, che non avrà niente a che fare con la corazzata del Tour, cercherà ancora una volta riscatto dopo l’occasione persa nel 2016 nella neve del Colle dell’Agnello. Sulla carta un osso duro per tutti se la condizione si rivelerà buona. Nel ruolo di outisiders di lusso avremo invece Rafal Majka (mai fuori dalla top-10 in 4 precedenti partecipazioni e sesto nel 2019) e Wilco Kelderman. L’olandese è atteso al definitivo salto di qualità a 29 anni: lo scorso anno ha chiuso la Vuelta al settimo posto (stesso risultato del Giro 2014) e i tanti chilometri a cronometro potrebbero giocare a suo favore.

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