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Sinner e Jacobs sono dei dilettanti, caro Gravina guarda “Il Divo” di Sorrentino

Gravina Italia Mondiali
Il Presidente della FIGC, Gabriele Gravina (IPA Agency) - sportface.it

Chi scrive sente l’agguato della retorica sul collo. E per un giornalista è il nemico più infido: ad ogni parola scelta, ad ogni virgola, te ne devi sempre guardare, assieme alla sensazione di déjà vu, il rischio di finire fuori tema, all’ambizione di voler essere omnicomprensivi, enciclopedici a tutti i costi.  Con ordine: se l’Italia non ha battuto la Bosnia non è colpa del penoso sistema calcistico italiano.

Bosnia-Italia: le colpe di Gravina, ma non solo

Sarebbe colpa del sistema la mancata produzione di talenti calcistici veri: la Francia ha 4 squadre che si qualificherebbero al Mondiale, noi una. Un sistema serio la Coppa del Mondo te la farebbe vincere, ma la qualificazione è alla portata anche di questo in essere, pur se zoppicante.

Il Belpaese resta a casa non perché non si fanno giocare i giovani, ma perché ha preso 4 gol con la Norvegia: Spalletti doveva salutare dopo l’Europeo, Gravina evitare di doverlo difendere ad ogni costo per difendere sé stesso. L’Italia non è al Mondiale perché non è riuscita su un campo di patate ad imporre la propria (forse risicata ma comunque perdurante) superiorità. Gli azzurri perdono per l’ingenuità di un singolo come Bastoni, forse fuori condizione, forse troppo ansioso. Perché Kean sbaglia un gol davanti al portiere, e sicuramente anche Dimarco ed Esposito potevano fare meglio nelle occasioni avute. Perché l’arbitro Turpin non è stato autore di una prestazione eccellente, anzi. Quel rosso per fallo su Palestra c’era, punto.

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L’obiettivo dell’Italia non può essere tuttavia solo partecipare ad un Mondiale, ma almeno provare a lottare per vincerlo, visti i 4 titoli conquistati nella storia. E allora ben venga il repulisti federale, soprattutto se apprendiamo, con una certa sorpresa, che se il Tricolore eccelle in altri sport è “perché sono a livello di dilettanti”, come dichiarato dallo stesso Gravina nella fredda (in tutti i sensi) conferenza stampa da Zenica.  Il presidente FIGC ci fa notare che non c’è professionismo nella vittoria olimpica di Jacobs, nella conquista di Wimbledon da parte di Sinner, nei recenti ori a Milano-Cortina di Federica Brignone.

E allora, come Sorrentino fa dire nel film “Il Divo” ad un brillante Pomicino (interpretato da Carlo Buccirosso), rivolgendosi ad una ricca e annoiata pittrice: “Ma viva il dilettantismo, […] è il professionismo che ci sta uccidendo a tutti quanti“.

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