Per la prima volta la Coppa del Mondo sarà organizzata da tre nazioni. Dal ritorno degli Stati Uniti alla terza volta del Messico fino all’esordio del Canada come Paese ospitante: viaggio tra le nazionali padrone di casa del torneo.
I Mondiali 2026 saranno un’edizione destinata a entrare nella storia del calcio. Per la prima volta la Coppa del Mondo verrà organizzata da tre Paesi diversi: Stati Uniti, Canada e Messico. Un format inedito che accompagnerà anche l’allargamento del torneo a 48 nazionali e 104 partite complessive.
La maggior parte degli incontri si giocherà negli Stati Uniti, che ospiteranno 78 partite, comprese tutte le gare dai quarti di finale in poi. Canada e Messico accoglieranno invece 13 incontri ciascuno, distribuendo il torneo in 16 stadi tra Nord e Centro America.
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Messico, il Mondiale torna all’Azteca
Tra i tre Paesi organizzatori, il Messico può vantare un primato assoluto. Sarà infatti la terza volta che ospiterà una fase finale della Coppa del Mondo dopo il 1970 e il 1986.
Lo storico stadio Azteca di Città del Messico, già teatro delle finali vinte da Brasile e Argentina nelle due precedenti edizioni disputate nel Paese, ospiterà anche la gara inaugurale del torneo.
L’11 giugno il Messico sfiderà il Sudafrica in una partita che richiama inevitabilmente il debutto del Mondiale 2010, quando furono proprio i Bafana Bafana ad affrontare El Tri nella gara d’apertura terminata 1-1.
Dal punto di vista storico, il Messico rappresenta una delle nazionali più costanti della Coppa del Mondo. Ha partecipato a 18 edizioni e arriva al torneo con nove qualificazioni consecutive. Nonostante questa continuità, però, non è mai riuscito a superare il traguardo dei quarti di finale, raggiunti proprio nelle due occasioni in cui ha ospitato il Mondiale.
Aguirre cerca l’impresa con El Tri
La nazionale messicana sarà guidata da Javier Aguirre, alla sua terza esperienza mondiale da commissario tecnico.
Il tecnico punta a sfruttare il fattore campo e l’esperienza di un gruppo che può contare su elementi di valore come César Montes. Il difensore centrale è stato tra i protagonisti della Gold Cup 2025, chiudendo il torneo con tre gol e distinguendosi anche per rendimento difensivo e duelli aerei vinti.
L’obiettivo è ambizioso: interrompere una tradizione che vede il Messico fermarsi regolarmente prima delle fasi più avanzate della competizione.
Stati Uniti, il ritorno del Mondiale dopo 32 anni
Gli Stati Uniti tornano a ospitare la Coppa del Mondo per la prima volta dal 1994. Da allora il calcio è cresciuto in modo significativo nel Paese e l’edizione 2026 rappresenta una nuova occasione per consolidarne lo sviluppo.
La nazionale americana ha partecipato 12 volte ai Mondiali e negli ultimi anni è riuscita a qualificarsi con continuità alla fase a eliminazione diretta. Il miglior risultato resta il terzo posto conquistato nell’edizione inaugurale del 1930, mentre nell’era moderna il punto più alto è rappresentato dai quarti di finale raggiunti nel 2002.
I numeri storici restano però modesti rispetto alle grandi potenze calcistiche: gli Stati Uniti hanno vinto soltanto nove delle 37 partite disputate nella competizione.
Pochettino e la speranza chiamata Pulisic
La guida tecnica è affidata a Mauricio Pochettino, uno degli allenatori più attesi del torneo.
L’argentino affronta il suo primo Mondiale da commissario tecnico dopo una carriera importante a livello di club, culminata con la finale di Champions League raggiunta alla guida del Tottenham e con i successi ottenuti al Paris Saint-Germain.
In campo, il leader tecnico resta Christian Pulisic. L’attaccante del Milan fu protagonista assoluto della spedizione americana in Qatar nel 2022, partecipando a tutti i gol segnati dalla squadra nel torneo tra reti e assist.
Dopo una stagione vissuta tra alti e bassi, il numero 11 statunitense punta a diventare il simbolo della rinascita calcistica del Paese davanti al pubblico di casa.
Canada, la grande novità del torneo
Se Messico e Stati Uniti hanno già organizzato un Mondiale, per il Canada si tratta di una prima assoluta.
La nazionale canadese arriva alla sua terza partecipazione complessiva dopo le esperienze del 1986 e del 2022, diventando per la prima volta protagonista di due qualificazioni consecutive alla Coppa del Mondo.
Il bilancio storico non è incoraggiante: sei partite disputate e altrettante sconfitte. Tuttavia, la tradizione delle nazionali ospitanti lascia spazio all’ottimismo. Nella maggior parte delle edizioni della Coppa del Mondo, infatti, il Paese organizzatore è riuscito almeno a superare la fase a gironi.
Jesse Marsch si affida ai gol di Jonathan David
Sulla panchina canadese siede Jesse Marsch, tecnico statunitense che affronta la sua prima esperienza mondiale da commissario tecnico.
Gran parte delle speranze offensive saranno affidate a Jonathan David. L’attaccante ha costruito la propria reputazione grazie ai numeri realizzati in Europa e continua a rappresentare il principale punto di riferimento della nazionale.
Nel corso del 2025 ha confermato il proprio feeling con la maglia canadese segnando sei reti. Davanti ai tifosi di casa avrà l’occasione più importante della carriera internazionale e proverà a guidare il Canada verso il primo risultato storico ai Mondiali.
Tre nazioni, un solo obiettivo
Messico, Stati Uniti e Canada avranno il privilegio di ospitare l’edizione più grande di sempre della Coppa del Mondo. Per tutte e tre, però, il torneo non rappresenterà soltanto una festa organizzativa.
Le nazionali padrone di casa sognano infatti di sfruttare il sostegno del pubblico per spingersi più avanti possibile nella competizione e lasciare un segno nella storia del calcio mondiale.









