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Mondiali Calcio 2026

Il ballo d’addio delle leggende: da Messi e Ronaldo alla carica dei quarantenni

Messi Ronaldo The Last Dance Mondiali

Da Messi e Cristiano Ronaldo a Modric, Neuer e la sorpresa Gordon: tutti i grandi veterani che vivranno la loro “Last Dance” ai Mondiali 2026.

Il countdown è finalmente terminato. Con l’inizio del Mondiale 2026, i riflettori del pianeta si accendono non solo sulle giovani promesse, ma soprattutto su una dinastia di campioni che si appresta a vivere, con ogni probabilità, la propria “Last Dance” sul palcoscenico più prestigioso. Per un’intera generazione di fenomeni il torneo nordamericano rappresenta l’ultimo, definitivo assalto alla gloria iridata.

Messi e CR7: vent’anni di una rivalità infinita

Il tempo passa, i palcoscenici cambiano, ma il loro eterno duello non conosce sosta. Pur avendo scelto campionati meno logoranti come l’Arabia Saudita e gli Stati Uniti per gestire le battute conclusive delle loro leggendarie carriere, Cristiano Ronaldo e Lionel Messi si presentano ai nastri di partenza agguerriti e affamati come sempre.

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Il loro cammino nei Mondiali sembra scritto da un regista hollywoodiano: entrambi hanno firmato la prima rete iridata a distanza di appena ventiquattro ore l’uno dall’altro, nel lontano giugno 2006. Oggi, a vent’anni da quel debutto, i due sono ancora a caccia di record storici. La Pulce argentina detiene il primato assoluto di presenze nella competizione (26 gettoni, quattro in più rispetto al rivale), mentre il fuoriclasse portoghese vanta due gol in più nel computo totale e, con 15 marcature complessive, si trova a una sola lunghezza dal recordman assoluto Miroslav Klose.

La carica dei quarantenni: i recordman d’età

Cristiano e Leo sono le punte di diamante di una vera e propria pattuglia di splendidi quarantenni pronti a stupire. Tra di loro, il primato di anzianità spetta a un nome meno altisonante ma dalla longevità straordinaria: Craig Gordon. Il portiere scozzese, colonna dell’Heart of Midlothian dopo una vita passata nel Celtic, è nato nel 1982 (l’anno del trionfo azzurro in Spagna) e gioca ad alti livelli da oltre un quarto di secolo. A 43 anni e mezzo, Gordon diventa il secondo giocatore più anziano nella storia dei Mondiali, superando il colombiano Mondragón e piazzandosi alle spalle del solo egiziano Al Hadari, che nel 2018 scese in campo a 45 anni. Questo nuovo ingresso scalza dal podio dei “veterani” una leggenda come Roger Milla, che nel 1994 salutò la rassegna a 42 anni segnando il gol della bandiera nel pesante 6-1 subito dal Camerun contro la Russia.

Il club delle sei presenze e i senatori dei primi anni 2000

Nel torneo si contano circa cinquanta calciatori che hanno già spento 35 candeline, ma l’impatto di alcuni di loro è decisamente superiore alla media. Nell’esclusivo club dei giocatori capaci di timbrare il cartellino in sei edizioni diverse del Mondiale figurano soltanto in tre: Messi (prossimo ai 39 anni), Ronaldo (che ha già superato i 41) e l’estremo difensore del Messico Guillermo Ochoa, il quale però rimase in panchina nelle prime due avventure e che il pubblico italiano ricorda per la recente parentesi alla Salernitana.

Insieme al portiere della nazionale centroamericana troviamo altri quarantenni d’oro del calcio moderno. Spicca Luka Modric, faro della Croazia già finalista nel 2018 e stella del Real Madrid; al suo fianco Manuel Neuer, baluardo del Bayern Monaco e della Germania con cui si è laureato campione del mondo nel 2014, ed Edin Dzeko, il “Cigno di Sarajevo” che a 19 anni dal debutto in nazionale ha trascinato la sua Bosnia alla fase finale.

Sulla soglia dei 39 anni troviamo poi l’ecuadoriano Galíndez e due vecchie conoscenze della Serie A: l’ex portiere della Lazio Fernando Muslera (Uruguay) e l’ex terzino dell’Inter Yuto Nagatomo (Giappone), entrambi alla quinta partecipazione proprio come Modric e Neuer. Della stessa leva di Messi, che compirà gli anni proprio durante la manifestazione, fa parte anche il difensore argentino Nicolás Otamendi, leader dell’Albiceleste campione in Qatar.

Gli Over 35: classe ed esperienza al servizio della squadra

Scendendo leggermente l’età, la classe non diminuisce affatto. Tra i trentasettenni figurano l’ex portiere del Napoli David Ospina (Colombia), il duttile centrocampista belga Axel Witsel e l’esterno croato Ivan Perisic, indimenticato protagonista nell’Inter dello scudetto. Insieme a loro c’è anche Marko Arnautović, attaccante dal talento cristallino e dal carattere fumantino, che dopo le ottime stagioni a Bologna è tornato a vestire la maglia nerazzurra.

Infine, la folta schiera dei quasi trentaseienni comprende nomi che hanno segnato l’ultimo decennio del calcio europeo: dai difensori brasiliani ex Juventus Danilo e Alex Sandro, fino agli eroi del “miracolo Leicester” Riyad Mahrez e N’Golo Kanté. Non mancano il centrale ex Napoli Kalidou Koulibaly (Senegal), il portiere saracinesca Yassine Bounou (Marocco) e James Rodríguez, capocannoniere dell’edizione 2014. Chiudono questo straordinario elenco di senatori colonne della Premier League del calibro di Virgil van Dijk, l’atalantino Marten de Roon e Kevin De Bruyne, faro del Belgio e oggi punto di forza del Napoli. Il palcoscenico è pronto: per molti di loro sarà l’ultima, indimenticabile recita.

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