Incredibile ma vero: la Spagna non è riuscita a vincere contro Capo Verde all’esordio ai Mondiali. La partita è terminata con il risultato di 0-0
È un epilogo pazzesco quello per la Spagna, che all’esordio ai Mondiali 2026 inciampa contro la matricola Capo Verde, fermandosi su un muro assurdo di una nazionale sulla carta molto più debole. I campioni d’Europa, favoriti d’obbligo del Girone H, sbattono contro una fase difensiva molto attenta e lasciano sul campo l’imbarazzo di un possesso sterile e la traversa clamorosa di Ferran Torres.
De la Fuente prova a scardinare la gabbia, sganciando Pedri, ma la Roja appare prigioniera del suo stesso spartito: zero idee, nessun centravanti di peso – e oggi la mancanza si è sentita parecchio – e zero tiri da fuori.
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Inutile anche la sveglia tardiva di Lamine Yamal, gettato nella mischia al 71’ ma incapace di salvare la situazione nei minuti finali. Dall’altra parte c’è la storia: Capo Verde, al debutto assoluto, disputa una gara di straordinaria maturità.
La favola di Capo Verde ai Mondiali 2026: muro storico contro la Spagna
Le linee restano corte, Ryan e Jovane Cabral aspettano il varco giusto, e davanti c’è un Vozinha – nome da eroe dei cartoni, parafulmine della serata – che riesce a sventare qualsiasi attacco da parte delle Furie Rosse.
La Spagna annaspa nel suo stesso corto circuito: Llorente non sfrutta le fasce e in generale gli spagnoli non riescono a trovare il varco giusto per fare male. Nel finale, il brivido gelato: al 90esimo Borges va a un passo dalla rete del ko, ma Unai Simon si sveglia dal torpore e salva il risultato.
La partita finisce con un tonfo, 0-0. Capo Verde fa la storia e strappa un punto d’oro; la Spagna, invece, si scopre improvvisamente vulnerabile, prigioniera di un calcio ormai tremendamente prevedibile che rischia di trasformare questo Mondiale in un autentico incubo.
In tutto ciò, Oyarzabal è riuscito a segnare un record negativo: nessun tocco nei primi 30 minuti di gara, non succedeva dal 1966. Forse ora serve un centravanti vero.









