Il Napoli si sveglia tardi ma torna in corsa. Secondo tempo irresistibile col Legia

Luciano Spalletti - Foto Antonio Fraioli

“Turn over? Io preferisco passa’ o’ turn”. Ha tremato per un po’ Luciano Spalletti ma alla fine il suo show in conferenza stampa ha avuto un seguito anche sul campo in occasione di Napoli-Legia Varsavia, match da dentro o fuori per le sorti partenopee in Europa League. E il Napoli è dentro, in virtù di una vittoria per 3-0 maturata solo nel finale e coi cambi. Grazie alle magie dei giocatori più forti e più in forma. Grazie ad un gioco che funziona e che alla fine logora gli avversari, in questo caso i polacchi che restano saldi al primo posto del raggruppamento. La rete di Insigne al 76′ è una magia, il raddoppio di Osimhen pure, il sigillo finale di Politano è il simbolo della testa con cui i calciatori dalla panchina sono entrati in campo dalla panchina. Un 3-0 spazza via la capolista europea e mette una candidatura pesante sul futuro dei partenopei nella competizione.

Dopo la partenza record in campionato (eguagliato il record di Sarri), arriva la vittoria che corregge gli unici passi falsi di questo avvio di stagione. Ma soprattutto arrivano le conferme e la giocata che può sbloccare definitivamente un Lorenzo Insigne, che fin qui aveva lasciato la scena ad altri. La conferma è Victor Osimhen: dopo la sosta di settembre, solamente Karim Benzema (sette) ed Erling Haaland (sei) hanno segnato più gol dell’attaccante del Napoli (cinque) nei maggiori cinque campionati europei. Quattro punti, come il Leicester che ha faticato enormemente di più del Napoli per superare 4-3 lo Spartak Mosca. Ora testa al campionato dove c’è una Roma scossa dalla goleada in Norvegia contro il Bodo/Glimt. Il Napoli non vuole fermarsi e da oggi ha qualche certezza in più anche in Europa. Spalletti cerca la nona sinfonia a Roma, al ritorno da ex in uno stadio che lo accoglierà forse in maniera divisa. Ma questo Napoli sembra capace di soffrire e reagire. E dopo aver eguagliato Sarri, c’è voglia di continuare a sognare un finale diverso.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio