Da Diawara allo Spezia: la Roma non merita tutto questo

Dan Friedkin, Roma Dan Friedkin - Foto Antonio Fraioli

Ripiombare nell’incubo. Quello dello Spezia, letale per i giallorossi per due volte in Coppa Italia. Ma anche quello di Verona di pochi mesi fa. La stagione della Roma si è aperta di fatto col terribile infortunio di Nicolò Zaniolo e col pasticcio regolamentare del Bentegodi: Diawara – non più U23 – fuori lista e sconfitta per 3-0 a tavolino. In quel caso il risultato finale fu 0-0. Stavolta nemmeno la consolazione di una prestazione in fin dei conti sufficiente. All’Olimpico, a pochi giorni dal tracollo nel derby contro la Lazio, la squadra di Fonseca va sotto di due gol, rimonta, sbaglia più volte con Borja Mayoral e alla fine subisce il disastro definitivo: doppio rosso in quaranta secondi (Mancini e Pau Lopez) e secondo errore regolamentare della stagione.

Un cambio di troppo, il sesto che condanna la Roma quando ancora tutto è in partita. Daniele Verde firma il gol del 3-2 e Saponara quello del 4-2. Uno esulta alla Totti. L’altro segna alla Totti. Ma vale poco. Perché il risultato è già formalmente di 3-0 a tavolino e le energie spese nell’ultima mezz’ora sono solo inutile fatica in vista di sabato quando Roma e Spezia scenderanno in campo di nuovo. Per i giallorossi vincere sarà l’imperativo mentre i Friedkin faranno luce sull’accaduto e probabilmente piazza pulita. L’inizio del general manager Tiago Pinto è subito in salita: prima l’isolamento, poi un mercato a costo zero e ora anche l’esigenza di far fronte ad un disordine nell’area della segreteria tecnica che oggi ha portato nuovi danni. Ma per fortuna della Roma il campo è vicino. Un risultato diverso in campionato nel week end costringerebbe la società a riflettere seriamente anche su Paulo Fonseca che fino ad una settimana fa era intoccabile. Le cose nel calcio cambiano in fretta. E un po’ meno fretta serviva stasera.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio