Champions League, la Juventus trova l’Ajax dei giovani: nel 1996 fu tripudio bianconero

Juventus FC (Finale Champions League 1995-96) - Archivio Storico Juventus/LaPresse

Dall’Atletico Madrid ultra difensivista e ricco di fisicità e cattiveria alla favola Ajax con giovani di talento e bel gioco in mostra come da tradizione: la Juventus sulle montagne russe in questa edizione della Champions League pesca i temibili olandesi, ma evita avversarie sicuramente più complicate. E alla mente dei bianconeri torna sicuramente uno degli incroci più dolci con i lancieri, quello della finale di Roma del 1996 che vide la Vecchia Signora imporsi ai rigori per la seconda e ultima volta in questa competizione. Olandesi a caccia della rivincita, anche perché la Juventus vanta dei precedenti positivi: dodici incroci, sei vittorie bianconere, quattro pareggi e due sole vittorie dell’Ajax.

LA FORMAZIONE TIPO – Talento e spensieratezza per i ragazzi di Ten Hag, capace in poco tempo di forgiare una squadra che gioca a memoria, fraseggia negli spazi stretti, è sfrontata anche contro le super potenze del calcio europeo (Bayern Monaco e soprattutto Real Madrid ne sanno qualcosa). La Juventus non può permettersi di sottovalutare l’avversario, che nell’undici tipo propone in difesa Mazraoui (squalificato per l’andata), il talento De Ligt, Blind e Tagliafico davanti al portiere Onana che è forse l’anello debole, cerniera di centrocampo con Schone, il fuoriclasse De Jong e Van de Beck, davanti Tadic falso nueve con Neres e Ziyech scatenati sulle fasce. Appuntamento fissato per martedì 9 o mercoledì 10 aprile per quanto riguarda l’andata, martedì 16 o mercoledì 7 aprile per il ritorno.