Alex Schwazer sogna Tokyo: “Mi tengo in forma. Ci sono interessi contro di me e Donati”

Alex Schwazer - Foto Colombo Fidal

Il 20 dicembre sono scaduti i tempi di opposizione per quanto riguarda la richiesta di archiviazione della procura di Bolzano e quindi dal 20 dicembre io aspetto la parola finale del giudice“. Torna a parlare Alex Schwazer e lo fa ai microfoni di ‘Radio 105’. Il marciatore altoatesino ha parlato del suo momento con un pensiero ai Giochi di Tokyo: “L’unica cosa che io possa fare è tenermi in una forma discreta, niente di più. Poi sono altre persone che dovranno decidere. Io non so come andrà a finire questa cosa della squalifica sportiva, io ci spero, però sicuramente ci sono anche probabilità che la squalifica resti quella che è attualmente”. Schwazer non ha cambiato idea sulla squalifica inflitta e a proposito di un possibile complotto ai suoi danni. Ma non solo: “Abbiamo fatto una denuncia contro ignoti perché non è possibile che queste urine che sono partite da casa mia e sono partite negative, perché se uno non si dopa non possono essere positive, poi a un certo punto risultano positive; sicuramente qualcosa è successo. Io ho sempre detto che probabilmente devo pagare per qualcosa. Un nemico unico per entrambi i casi? No, quello no. Secondo me ci sono vari interessi che hanno portato a questa situazione, interessi che non vanno solo contro di me, ma anche contro il mio allenatore (Sandro Donati, ndr)”.

Poi la conclusione:Da quando sono rimasto a casa dalle Olimpiadi di Rio, mi sono posto l’obiettivo di fare chiarezza su questa mia positività e a un certo punto, visto che le cose si stavano mettendo in una certa maniera, ho pian piano cominciato a tenermi in forma perché io vorrei chiudere la mia carriera come voglio io, non magari come lo volevano altri – ha aggiunto il 36enne marciatore di Vipiteno, oro olimpico della 50 Km a Pechino 2008 – Per fare questo chiaramente uno si deve tenere un minimo in forma perché se io adesso per quattro anni non mi alleno più, nel mio sport è impossibile tornare a un discreto livello. Per tenere accesa questa speranza di tornare alle gare, mi sono posto questo piccolo obiettivo, di tenermi in forma”.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio