La Sir Sicoma Monini Perugia conquista la Champions League per il secondo anno consecutivo, superando i polacchi dello Zawiercie con un netto 3-0 all’Inalpi Arena di Torino.
Perugia: primo set teso
Il match comincia in salita per i giocatori di Perugia, che affrontano una compagine che si dimostra coesa e aggressiva. Nel primo parziale, lo Zawiercie risponde colpo su colpo e riesce persino a procurarsi un pericoloso set ball sul punteggio di 26-27.
Nel momento di difficoltà, però, escono fuori i campioni e l’intesa tra l’alzatore Giannelli e l’opposto Ben Tara permette alla Sir di ribaltare la situazione e chiudere il parziale sul 29-27.
Le statistiche di fine partita mostrano una netta superiorità della squadra italiana soprattutto in attacco, con il sessantatré per cento di efficacia contro il cinquantatré per cento degli avversari.
Wassim Ben Tara si conferma il trascinatore assoluto della serata, mettendo a referto un totale di ventiquattro punti prima. Con questa gara Tara si congeda anche dal campionato italiano visot il suo trasferimento a fine stagione nel campionato giapponese.
Oltre alla prova di Tara, risultano decisivi gli ottimi interventi a muro del centrale Agustin Loser e i punti pesanti dello schiacciatore Semeniuk, importanti per arginare il gioco veloce della squadra polacca che ha provato in tutti i modi a ribaltare la gara. Che però Perugia è riuscita a mantenere in pugno.
Dominio assoluto e il grande slam stagionale della Sir
A partire dall’inizio del secondo set, la resistenza fisica dello Zawiercie diminuisce progressivamente e Perugia prende il pieno controllo definitivo della finale.
I servizi efficaci di Loser e le giocate a rete di Roberto Russo scavano un solco profondo, portando il punteggio prima sul nove a quattro e successivamente fino al definitivo 25-15 nel terzo periodo.
Con la prestigiosa vittoria, la Sir conquista ufficialmente il quarto trofeo stagionale dopo il Mondiale per club, la Supercoppa e lo scudetto.
Il grande evento torinese segna anche l’addio ufficiale al volley giocato dello storico libero Max Colaci, che chiude la sua gloriosa carriera a 41 anni sollevando la sua terza Champions League personale.
Grande soddisfazione esprime anche il presidente Gino Sirci, che ha paragonato la squadra ad un treno inarrestabile capace di travolgere gli avversari grazie alla sua tecnica.










