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Nagorno-Karabakh, Mkhitaryan: “Ho il cuore a pezzi, evitate il genocidio”

Henrikh Mkhitaryan
Photo LiveMedia/Nderim Kaceli Milan , Italy, May 16, 2023, UEFA Champions League football match Semifinal - Inter - FC Internazionale vs AC Milan Image shows: Henrikh Mkhitaryan of FC Internazionale during the Uefa Champions League Semi-Finals second leg, football match between Inter Fc and Ac Milan on 16 May 2023 at Giuseppe Meazza Stadium, San Siro - Milan Italy. Photo Nderim Kaceli LiveMedia - World Copyright
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Con un lungo post su X, il centrocampista armeno dell’Inter, Henrikh Mkhitaryan, ha nuovamente preso una forte posizione su ciò che sta accadendo al suo popolo nella guerra contro gli azeri, in Nagorno-Karabakh. Ecco le sue sentitissime parole: “Dopo un blocco durato dieci mesi, il 19 settembre l’esercito dell’Azerbaigian ha lanciato un brutale bombardamento del Nagorno Karabakh. Mi si spezza il cuore quando apprendo le storie di traumi, perdite e gravi violazioni dei diritti umani di migliaia di famiglie armene che vengono sfollate con la forza dal Nagorno Karabakh e fuggono in Armenia in un esodo di massa. La situazione che le persone nel Nagorno-Karabakh stanno soffrendo in questo momento porta con sé ricordi dei momenti più bui della Storia”.

E ancora: “Spesso guardiamo indietro a quelle pagine oscure di uccisioni indiscriminate, pulizia etnica e campi di concentramento con rimorso e con il rammarico che nessuno abbia fatto abbastanza per fermarli. Non possiamo riportare indietro le vittime delle atrocità del passato, ma siamo ancora in tempo per impedire che si verifichi un genocidio nel Nagorno-Karabakh. Nel mezzo di questo orrore, abbiamo bisogno della mobilitazione immediata degli aiuti umanitari di emergenza attraverso il corridoio Lachine e del ponte aereo, e del dispiegamento di missioni di monitoraggio internazionali per porre fine a questi crimini contro l’umanità. È ora urgente che i leader internazionali si oppongano alla pulizia etnica e utilizzino tutti gli strumenti politici possibili per porre fine alle azioni militari nella regione. I bambini hanno il diritto di vivere in pace nella loro patria”. 

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