Tra i nomi più interessanti della nuova generazione del tennistavolo italiano c’è sicuramente Francesco Trevisan, uno dei talenti emergenti da seguire con maggiore attenzione. Reduce da un weekend milanese soddisfacente e da una stagione che lo ha visto protagonista a livello nazionale, il 16enne sardo è pronto ad alzare l’asticella partecipando agli Europei Assoluti, occasione importante per misurarsi con il grande palcoscenico internazionale.
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Alla vigilia dell’appuntamento europeo, Sportface.it lo ha intervistato in esclusiva per ripercorrere percorso, raccontare ambizioni e scoprire più da vicino uno dei prospetti più interessanti del movimento azzurro.
Trevisan a SF: “Contento della convocazione all’Europeo. Il mio idolo è lui…”
Nello scorso weekend a Milano hai vinto e convinto contro un avversario esperto come Pistej. Quanto la percezione su di te cambia dopo una prestazione e vittoria del genere?
“Sicuramente questa partita mi ha aiutato ad acquistare fiducia perché battere uno così bravo a livello mondiale, il numero 84 nel mondo adesso, ti spinge a lavorare come stai facendo e sempre meglio”.
Come ti sei avvicinato al tennistavolo. Sei giovanissimo ma già molto forte…
“Io mi sono avvicinato a questo sport tramite mio papà, perché era un appassionato. Lui sin da subito mi ha indirizzato verso questo sport ed abbiamo capito entrambi che mi piaceva, avevo talento ed ero portato. Quindi abbiamo cominciato ad andare in palestra, lavoriamo tanto, tanto, tutti i giorni, e lo abbiamo fatto per anni. Tutto quello che adesso so me l’ha insegnato mio papà. Da poco sono andato a Terni, da un paio di anni, al centro federale dove ci sono tutti i migliori giocatori. Però adesso sto facendo la mia base tra casa e Terni quando mi convocano”.
Qual è la differenza sostanziale nel giocare contro avversari più giovani ed invece quelli contro più esperti?
“Quando giochi contro avversari della mia età senti il peso della pallina che è migliore, magari non devi stare concentrato su tutti i punti e su cosa fare. Poi magari puoi dare anche una palla facile all’avversario, che poi te la gioca in un modo e poi riesci a giocarla meglio. Invece con gli Assoluti, con i grandi, devi impegnarti sempre, tutti i punti e quindi devi stare sempre sul tavolo”.
Quanta voglia e quanta responsabilità c’è nel volere fare bene in questo campionato continentale che ti appresti ad affrontare?
“È molto importante per me questa convocazione, perché sono molto contento. Cercherò di fare il mio meglio. La vittoria con Postej mi dà fiducia, quindi so che posso competere con questi giocatori e cercherò di far vedere che me lo merito questo posto”.
Stai un pò bruciando le tappe: come si fa a restare concentrati sul percorso che bisogna fare?
“Un aiuto grandissimo, oltre che una fortuna, ho la famiglia sempre al mio fianco che mi fa tenere la testa a posto. Si fanno piccoli passi, che possono esserne alcuni maggiori, ma si sta sempre concentrati sull’obiettivo, nel migliorarsi ogni giorno e non perdere la testa per quello che stai facendo. Perché se adesso mi deconcentrassi dopo la vittoria contro Pistej, potrei giocarci contro altre 10 volte e perdere in 8. Quindi bisogna sempre continuare a lavorare”.
Il tuo idolo sportivo?
“Da sempre mi piace Cristiano Ronaldo, come stile di vita. Come focus nella cosa che fa. Ha dato tutto al calcio e vorrei fare come ha fatto lui ma nel tennistavolo”.









