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Collovati a Sportface: “Italia male da 20 anni. Meno stranieri, bisogna puntare sui settori giovanili”

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Roberto Mancini (IPA Agency) - sportface.it

Fulvio Collovati ha parlato del momento della Nazionale italiana, di come cambiare il nostro calcio e della Nations League ai microfoni di Sportface.it

Cosa ne pensa delle prime due uscite dell’Italia di Mancini in Nations League?

«Il momento del calcio italiano è questo. Non mi sono depresso dopo la sconfitta contro il Belgio, non mi esalto dopo la vittoria contro la Turchia. Il nostro è un problema di continuità, di sistema. Sono tre volte che non andiamo ai Mondiali, dovremo aspettare prove più impegnative…».

Cosa farebbe con la sua esperienza per cambiare il calcio italiano a livello di Nazionale e club?

«Sono 20 anni che l’Italia non fa bene… Anche nel 2010 e nel 2014 siamo subito usciti ai gironi (ai Mondiali, ndr.). È un problema di cultura e di settore giovanile. Dicono che i settori giovanili vanno ristrutturati e non lo fanno, che vanno valorizzati i giovani e non succede. Vanno sicuramente ridotti gli stranieri e bisogna imporre alle società, attraverso delle regole, di far giocare almeno tre/quattro italiani. E in rosa molti giocatori del settore giovanile. Solo così si può migliorare, ma diversi allenatori sono titubanti a far giocare i giovani».

Sarebbe già un grande cambiamento…

«Eh be’. Non è che voglio dire Como e altri… Ma se vedi tre italiani in campo sei lì che gioisci! Ormai i procuratori e il sistema tendono a privilegiare gli stranieri perché muovono più denaro. La realtà è questa».

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In tutto ciò, la grande conferma è stata Pio Esposito che ha confermato di avere le potenzialità del grande numero 9. Se avesse dovuto marcarlo, lo avrebbe temuto? Le piace?

«Dal punto di vista del numero 9, potremmo essere coperti per almeno 10 anni. È già un giocatore vecchio stampo che cerca l’uomo, si fa largo con le braccia, aspetta e fa salire la squadra. È uno di quei centravanti che in area di rigore ti mette in grande difficoltà, ne ho incontrati tanti così. Il centravanti deve giocare in area, non a centrocampo».

Intanto, il campionato è fermo e le persone protestano: volevano una pausa più corta. Stop troppo lungo o giusto così?

«Bisogna dare spazio giustamente alla Nazionale, il problema è che si sono inventati la Nations League che non è altro che una serie di amichevoli che assumono un certo valore. Fanno ruotare 9-10 giocatori, se fossero partite decisive, farebbero giocare sempre i titolari. Ma non solo l’Italia, anche le altre. Io mi tengo stretti Mondiali, Europei, il campionato italiano e le coppe. Una volta giocavi 3-4 amichevoli l’anno, ti fermavi una settimana per la Nazionale… Si giocava una partita. Si sono inventati un movimento di denaro. Fermare il campionato 20 giorni mi sembra un po’ esagerato».

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