La vittoria al Roland Garros avrebbe dovuto segnare soltanto il momento più alto della carriera di Alexander Zverev. Invece, a poche ore dal trionfo parigino, il tennista tedesco si è ritrovato ancora una volta a parlare di una vicenda che lo accompagna da anni e che continua a riemergere ogni volta che torna al centro della scena.
Durante un’intervista concessa a L’Equipe, Zverev ha interrotto bruscamente la conversazione quando il giornalista ha affrontato il tema delle accuse di violenza domestica mosse in passato da due sue ex compagne.
La risposta è stata immediata e piuttosto netta: quelle accuse sarebbero state dimostrate false e non dovrebbero più essere oggetto di discussione.
Lo stop all’intervista dopo la domanda sulle accuse
Da quando il suo nome è stato coinvolto nelle prime accuse, Zverev ha sempre mantenuto la stessa linea difensiva, respingendo ogni addebito e sostenendo di non aver commesso alcun reato. Il problema, però, è che la vicenda non si è mai chiusa davvero nell’opinione pubblica, anche quando gli sviluppi giudiziari hanno preso direzioni diverse.
Dopo aver conquistato il titolo più importante della sua carriera, il primo in un grande Slam, il tedesco si aspettava probabilmente di parlare soltanto di tennis, del torneo e della sua crescita sportiva. La domanda sulle accuse ha, invece, riportato immediatamente l’attenzione su un capitolo che continua a seguirlo.
Cosa è successo nei procedimenti giudiziari
Le accuse provenivano da due ex partner. Il primo caso non è mai arrivato davanti a un tribunale. Il secondo, invece, ha avuto un percorso più lungo in Germania e si è concluso nel 2024 con un accordo giudiziario che ha portato alla chiusura del procedimento senza una sentenza di colpevolezza o di assoluzione.
Proprio questo aspetto continua a generare interpretazioni opposte. I sostenitori del tennista vedono nella conclusione del procedimento un elemento che rafforza la sua posizione. Chi invece ritiene che restino domande aperte sottolinea come l’assenza di una condanna non equivalga automaticamente a una piena ricostruzione pubblica dei fatti.









