Il cammino di Matteo Berrettini al Masters 1000 di Indian Wells si interrompe al secondo turno. Dopo la rimonta all’esordio contro Mannarino, l’azzurro trova dall’altra parte della rete un Alexander Zverev estremamente ordinato, che chiude la pratica in 1 ora e 12 minuti con il punteggio di 6-3, 6-4, senza concedere vere finestre di rientro.
Numeri che spiegano la partita
La fotografia statistica è netta: Zverev non concede palle break e domina con continuità al sevizio, vincendo l’89% dei punti con la prima e l’82% con la seconda. Berrettini, invece, paga soprattutto la resa con la seconda palla, fermandosi al 50%.
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Anche il bilancio “pulizia/forzature” pende verso il tedesco: 20 vincenti contro 18, ma soprattutto 22 errori on forzati contro i 20 dell’italiano. In sostanza, Zverev costruisce un match di controllo: pochi rischi, tante prime solide e scambi gestiti con pazienza, costringendo Berrettini a cercare soluzioni più complicate.
Il racconto dei set: break al momento giusto
L’avvio scorre rapido sui turni di battuta: nei primi cinque game non succede quasi nulla. La svolta arriva nel sesto gioco, quando Zverev alza la pressione e si prende due occasioni di break: Berrettini sbaglia il dritto e cede il servizio. Poco dopo, l’azzurro si salva da due set point nell’ottavo game, ma il tedesco non trema: turno a zero e 6-3.
Nel secondo set il copione resta simile, con Zverev sempre impermeabile. Berrettini nel quinto game arriva ai vantaggi e concede una palla break: prova il serve&volley, ma viene infilato dal rovescio longilinea del tedesco. Da lì Zverev amministra senza scosse e chiude 6-4, guadagnandosi il pass per il terzo turno.










