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Italia-Inghilterra al Sei Nazioni, le formazioni ufficiali: Garbisi titolare, nove cambi per Borthwick

Gonzalo Quesada
Italy head coach Gonzalo Quesada ahead of the Guinness Six Nations match at Murrayfield Stadium, Edinburgh. Picture date: Saturday February 1, 2025.

Quesada conferma quasi in blocco la squadra delle prime tre giornate, con Brex, Pani e Alessandro Garbisi le uniche novità. Dall’altra parte la rivoluzione inglese passa anche per Daly e Fin Smith


Gonzalo Quesada si affida alla continuità. Il ct azzurro conferma la formazione che ha convinto nelle prime tre uscite del torneo, apportando solo tre modifiche: Nacho Brex torna in campo al centro accanto a Menoncello, Lorenzo Pani riprende il suo posto da estremo e Alessandro Garbisi esordisce dal primo minuto in questo Sei Nazioni. Rientra tra i convocati anche Tommaso Allan, fermo dall’infortunio rimediato contro il Sudafrica.

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Tutt’altro scenario in casa inglese, dove Stuart Borthwick ha rimescolato le carte con ben nove cambi: alcuni imposti dagli infortuni — Spencer rileva Mitchell, Freeman si sposta al centro al posto dell’indisponibile Lawrence — altri invece frutto di precise scelte tecniche. Elliot Daly prende il posto di Steward, Fin Smith subentra a Ford con Marcus Smith che parte dalla panchina.

La battaglia al piede: Daly contro Pani

La mossa più significativa tra le fila inglesi è il ritorno di Elliot Daly, estremo dal piede potente e affidabile. La sua presenza in campo orienta già la lettura tattica del match: si prospetta una partita fortemente condizionata dalla lotta territoriale e dal gioco aereo, settore in cui l’inglese eccelle. Quesada risponde con Lorenzo Pani, reduce dalla trasferta di Dublino, giocatore in grado di reggere il confronto colpo su colpo. Sul versante dei mediani di apertura, la scelta di Fin Smith al posto di Ford lascia intendere un’Inghilterra più disposta a giocare in campo aperto rispetto alle uscite precedenti. Il ritorno di Cadan Murley — assente dalla scorsa estate — e la conferma di Freeman da secondo centro completano una squadra che vuole cambiare registro dopo un avvio deludente.

La gestione del pallone: Garbisi e Spencer a confronto

Il cambio dei due mediani di mischia è uno degli aspetti più interessanti della vigilia. Obbligato per l’Inghilterra, tecnico per l’Italia. Borthwick punta su Ben Spencer, più continuo e affidabile rispetto a Van Poortvliet. Quesada sceglie Alessandro Garbisi, profilo da gestore piuttosto che da attaccante, con Fusco che partirà dalla panchina nel ruolo di impact player. Ne deriva la prospettiva di una gara che, superata la fase di duello al piede, si svilupperà attraverso lunghe sequenze di possesso, con i due numeri 9 chiamati a decidere quando e come restituire il pallone. Entrambe le squadre possono contare su giocatori capaci di accendere la partita in qualsiasi momento: il rientro di Brex amplia le soluzioni offensive e può esaltare ulteriormente le accelerazioni di Menoncello, mentre da Monty Ioane ci si aspetta sempre avanzamento palla in mano. Dall’altra parte Fin Smith può inventarsi la giocata decisiva, e Seb Atkinson — la vera novità dello schieramento di Borthwick — è dotato di una velocità che lo rende pericoloso ogni volta che trova spazio.

La mischia: un duello che può fare la differenza

Il confronto tra le due prime linee si preannuncia equilibrato: Italia e Inghilterra hanno dimostrato nel corso del torneo di essere tra le squadre più solide in questa fondamentale. Qualsiasi segnale di cedimento da una parte potrebbe rivelarsi determinante per l’andamento del match. Quesada riconferma la coppia di flanker Lamaro-Zuliani, nata come esperimento e diventata un punto fermo, con entrambi che offrono garanzie difensive importanti nel placcaggio e al punto d’incontro. Lorenzo Cannone è al momento il miglior placcatore dell’intero torneo con 49 interventi riusciti. Sul fronte inglese, Ben Earl guida tutte le statistiche per carries (58) e metri guadagnati dopo il contatto (73): sarà l’ariete principale con cui Borthwick proverà a sfondare la difesa azzurra. In touche il vantaggio è nettamente inglese — 94% contro il 79,6% dell’Italia — ma gli Azzurri sono la squadra che ha rubato più palloni agli avversari in questa fase.

Le formazioni ufficiali

Italia: 15 Lorenzo Pani, 14 Louis Lynagh, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Garbisi, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti

A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 Alessandro Fusco, 22 Leonardo Marin, 23 Tommaso Allan

Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Tom Roebuck, 13 Tommy Freeman, 12 Seb Atkinson, 11 Cadan Murley, 10 Fin Smith, 9 Ben Spencer, 8 Ben Earl, 7 Tom Curry, 6 Guy Pepper, 5 Alex Coles, 4 Maro Itoje (C), 3 Joe Heyes, 2 Jamie George, 1 Ellis Genge

A disposizione: 16 Luke Cowan Dickie, 17 Bevan Rodd, 18 Trevor Davison, 19 Ollie Chessum, 20 Sam Underhill, 21 Henry Pollock, 22 Jack van Poortvliet, 23 Marcus Smith

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