Gli azzurri iniziano la difesa della Coppa Davis contro la Corea del Sud a Bologna, puntando al clamoroso poker. Resta l’incognita su Jannik Sinner, al lavoro per superare i guai fisici.
Binaghi e Volandri guardano al tabellone: prima la Corea, poi i colossi
Il cammino partirà dal gradino sulla carta meno ripido. Dal 24 al 29 novembre l’Italia sfiderà i sudcoreani sui campi bolognesi. L’abbinamento permette di schivare ai quarti il Canada del numero 5 Auger-Aliassime, probabile avversario in semifinale. In caso di finale, questa volta la lotta sarà dura contro una tra Spagna di Alcaraz, numero 3 mondiale, o Germania del numero 2 Zverev.
Angelo Binaghi parla di un’impresa titanica e sottolinea la forza del movimento tricolore, capace di schierare tre squadre competitive anche con eventuali defezioni. Concorda il ct Filippo Volandri, consapevole che vincere per la quarta volta di fila scriverebbe una pagina inedita dal 1972.
Il calore della piazza emiliana farà il resto, come un anno fa con Flavio Cobolli, oggi numero 6 del ranking mondiale. “Bologna ci permette sempre di dare qualcosa in più”, assicura il capitano.
Il nodo Sinner: test a Montecarlo e le scelte per l’Asia
Il vero interrogativo riguarda però le condizioni di Jannik Sinner. Fermo dalla finale di Wimbledon per un’infiammazione al ginocchio destro, l’altoatesino alza i ritmi a Montecarlo.
Da una decina di giorni si allena con atleti importanti come Hurkacz, Paolini e Cobolli. Binaghi spera di vederlo in gruppo: “Farebbe felici noi, il capitano Volandri e milioni di italiani”. Volandri sceglierà i convocati valutando i parametri fisici e mentali solo dopo Parigi e le finali di Torino. Intanto, lo staff ragiona con prudenza sulle prossime tappe.
Per il ritorno in campo di Sinner, infatti, prende quota l’ipotesi di saltare Pechino, al via il 30 settembre. Il rientro slitterebbe così al Masters 1000 di Shanghai, previsto dal 7 al 18 ottobre, garantendo un margine di preparazione maggiore e un primo turno meno insidioso.










