Una meritatissima medaglia d’argento che conferma Giulia Randi nell’olimpo delle velociste mondiali e proietta Francesco Ponzinibio sulla ribalta internazionale: la spedizione italiana nella sesta e penultima gara di Coppa del Mondo Chongqing in Cina vede il Tricolore sventolare ancora una volta altissimo. Sono arrivate infatti anche altre 2 medaglie (di bronzo) ancora grazie all’atleta faentina, nel singolo e nella staffetta mista.
Climbing, a tu per tu con Giulia Randi e Francesco Ponzinibio
A pochi giorni dall’ultima tappa di Coppa Italia Speed (in onda su Sportface TV domenica 27 settembre a partire dalle ore 16:30), la nostra redazione ha intercettato Giulia Randi e Francesco Ponzinibio, chiedendo loro delle loro sensazioni rispetto al prossimo impegno, allargando poi il discorso ai recenti successi internazionali e le speranze verso il futuro.
“Nella Coppa Italia di questa domenica ci saranno tante salite veloci, la Speed è una disciplina un po’ diversa, ci sono scontri diretti, sarà molto interessante“, esordisce Giulia. Francesco conferma e rilancia: “Dato che è l’ultima delle quattro Coppe Italia sarà decisiva, per cui si deciderà l’intero circuito, tra noi ragazzi siamo a pari merito io e Luca Robbiati, ci contenderemo il titolo quindi siamo molto carichi“.
Con Giulia il discorso continua sulla preparazione di quest’annata che sta per volgere al termine: “Siamo praticamente appena atterrati di ritorno dalla Cina, stamattina, oggi ho fatto pesi, e in vista di domenica alterno pesi e parete. Diciamo che tutto il lavoro è stato fatto durante il periodo invernale, in questo periodo ci sono un po’ più le rifiniture. Per quel che riguarda gli aspetti tecnici ho cambiato qualcosa in merito al posizionamento del corpo e ad alcuni assetti nella via“.
Segui le nostre dirette e i nostri contenuti su Sportface Tv. Per scaricare gratuitamente l’app di Sportface TV, puoi accedere al Play Store per Android e scaricare l’app Sportface. Se hai un dispositivo iOS, puoi scaricare l’app dall’App Store. L’app è disponibile anche per l’uso web tv.sportface.it
Le fa eco Francesco: “La preparazione non si nota agli occhi del pubblico, facciamo molti pesi e palestra, 2 o 3 allenamenti a settimana di questo tipo, poi durante la stagione diminuisce la parte fisica e ci si concentra di più sulla tecnica per fare meglio in gara“.
Un percorso fatto di alti e bassi, che gli ha permesso di arrivare a Chongqing nelle giuste condizioni, anche mentali: “Sono partito per la Cina senza troppe aspettative perché venivo da un paio di gare in cui non mi ero sentito tanto in forma, sono andato lì per fare il mio e vivermela bene, senza pensare troppo al risultato, che poi arriva quando meno te lo aspetti. Credo di essermelo meritato, è un anno in cui sono cambiate tante cose, ho lavorato tanto“.
Giulia invece un’idea più precisa l’aveva già in valigia: “Avevo voglia di fare queste gare, vedere che tempi avrei potuto fare. Sapevo di essere pronta, le ultime gare sono andate bene e anche come tempi nell’ultimo periodo ero migliorata tanto. Soprattutto in gara ma anche in allenamento ero riuscita ad abbassare i tempi. Neanche io penso tanto al risultato, ma solo sul fare la via e concentrarmi su quello. Entrambi siamo riusciti a fare delle vie fluide, nella staffetta è importante non commettere errori grossi, entrambi ci siamo riusciti ed è stato un aspetto decisivo“.
Alla domanda su quando abbia capito che c’era la possibilità di mettere una medaglia al collo, Francesco risponde sicuro: “Quando abbiamo passato lo scontro coi cinesi, che giocavano in casa, si sa che sono molto forti, è lì che abbiamo capito che potevamo trovare un risultato importante. Non mi aspettavo di poter fare un podio in Coppa del Mondo, è una disciplina nuova, che hanno introdotto quest’anno, tutte le nazioni non hanno ancora lavorato a 36o° sulla staffetta e sono contento di aver sfruttato quest’opportunità che si è posta“.
Una vittoria che per Giulia ha assunto un sapore speciale, legato alla condivisione della gioia: “Anch’io ero tanto contenta, felice. Non era la prima volta che arrivavo sul podio in un evento internazionale, però condividerlo con qualcuno è diverso. Con Francesco, ma anche con Bea che siamo arrivati terzi, è stato bello e mi sono divertita molto“.
Per entrambi le telefonate a casa dopo la vittoria sono state il primo rigo nei tabulati telefonici della giornata, ma come per altri giovani atleti, tornati a casa c’è anche da studiare oltre che da allenarsi. Francesco fa lo scientifico: “Domani c’è scuola (ride, ndr). Alcuni professori sono comprensivi, altri meno ma un atleta ha molto tempo in meno rispetto agli altri per studiare. Nell’ultimo anno sono riuscito a trovare un equilibrio e va bene così. Dopo la scuola sono orientato verso Scienze Motorie“.
“Mi sono laureata in una triennale“, conclude Giulia, “ho fatto una triennale che non c’entrava niente e infatti ho deciso di iniziare Scienze Motorie, un’altra triennale. All’Università di Bologna puoi fare dei programmi specifici, con appelli ad hoc“.
Ma dove si vedono da qui a 5 anni? Entrambi non hanno dubbi. “Da qui a 5 anni mi ci vedo ancora nell’arrampicata, non credo di essere troppo grande“, conclude Giulia. Francesco pronuncia anche le 2 paroline magiche: “In 5 anni spero di poter diventare un atleta professionista, magari tra 5 anni ci saranno già state Los Angeles, magari preparerò quelle del 2032…speriamo bene“.









