Il tennista azzurro ha condiviso il campo con Roger Federer a circa 24 ore dall’allenamento con Novak Djokovic. Lo svizzero sarà protagonista nella notte di un’esibizione con Roddick, McEnroe e Agassi.
Da Novak Djokovic a Roger Federer nel giro di circa 24 ore. Prosegue nel segno dei grandi campioni la preparazione di Lorenzo Musetti a New York, dove l’azzurro si è allenato anche con l’ex fuoriclasse svizzero in vista dell’inizio del singolare maschile degli US Open 2026.
Per Musetti si tratta di un altro allenamento dal sapore particolare dopo quello sostenuto il giorno precedente con Djokovic. Federer è invece tornato a Flushing Meadows in vista dell’esibizione che lo vedrà nuovamente protagonista sul Centrale.
Musetti in campo con Federer dopo l’allenamento con Djokovic
Il numero 14 del ranking ATP ha così avuto la possibilità di incrociare la racchetta con due delle più grandi figure della storia recente del tennis nell’arco di appena due giorni.
L’allenamento con Federer accompagna gli ultimi giorni di preparazione di Musetti prima dell’esordio nel quarto e ultimo torneo del Grande Slam della stagione.
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Federer torna sul Centrale degli US Open
Lo svizzero sarà protagonista nella notte tra martedì 25 e mercoledì 26 agosto di un’esibizione di lusso sul Centrale di Flushing Meadows.
Federer giocherà prima in singolare contro Andy Roddick, quindi scenderà nuovamente in campo nel doppio insieme a John McEnroe contro la coppia composta da Andre Agassi e Roddick.
Federer e il rovescio a una mano: “Mi fa piacere vederlo ancora”
Alla vigilia dell’esibizione, Federer ha parlato anche di uno dei gesti tecnici che lo hanno reso celebre: il rovescio a una mano, utilizzato anche da Musetti.
“Mi fa piacere vedere i giocatori con il rovescio a una mano ottenere buoni risultati”, ha spiegato lo svizzero, ricordando come durante la sua crescita gran parte dei suoi allenatori adottasse proprio quella soluzione tecnica.
Secondo Federer, oggi il rovescio a due mani è diventato più semplice da insegnare ai giovani e permette di ottenere prima controllo ed efficacia, mentre quello a una mano richiede più tempo per essere sviluppato.
“Tecnologia e superfici favoriscono il rovescio a due mani”
L’ex numero uno del mondo ha indicato anche altri fattori che avrebbero contribuito alla progressiva diffusione del rovescio bimane.
Tra questi ha citato l’evoluzione di racchette e corde, la diversa velocità di palline e superfici e la minore attenzione dedicata alle transizioni verso la rete e alle volée.
Un tema che rende ancora più particolare l’incrocio con Musetti, uno dei giocatori di vertice del circuito attuale che continua a utilizzare il rovescio a una mano.









