Tennis, Us Open, Stan Wawrinka: “Ho pianto prima della finale contro Djokovic”

Stan Wawrinka - Foto Ray Giubilo

Stan Wawrinka è un campione Slam per il terzo anno consecutivo. Lo svizzero si aggiudica il titolo degli Us Open superando in quattro set il numero 1 al mondo e detentore del titolo Novak Djokovic. “Ho dato tutto sul campo, dopo il match ero completamente svuotato – ha detto il nuovo re di New York, stremato ma felicissimo -. Sono stato duro con me stesso, non ho mostrato né crampi, né dolore. Sono orgoglioso di quello che ho fatto. All’inizio del terzo parziale sentivo i crampi ma avevo promesso a Norman di non far vedere nulla di tutto ciò in campo“. Eppure Stan ha vissuto momenti difficili prima di entrare sull’Arthur Ashe: “Ho pianto qualche minuto prima della partita, ero nervosissimo. Poi però mi sono convinto di esserci e di poter vincere“.

Unico Slam mancante per completare il Career Slam è Wimbledon: “Troppo presto per parlare di questo. Penso di poter giocare bene anche su erba ma finora non ho mai superato i quarti di finale. Ci sto provando, quest’anno ho anche inserito qualcuno nel mio team. Spero di farcela“. Simpatica anche la frecciatina al connazionale più famoso, Roger Federer: “Se ho chiesto consigli? Per cosa, per perdere? – ha scherzato Stan, poi tornando serio – Lui è uno dei miei migliori amici, spesso ci sentiamo ma in questo caso no. Avevo già affrontato e battuto Nole in partite importanti“.

Caso della serata, il medical time-out richiesto da Djokovic per delle vesciche al piede sul 3-1 nel quarto set e non al cambio campo: “Ho chiesto all’arbitro la regola esatta, mi è stato detto che se esce del sangue occorre fermarsi… Ho cercato di rimanere calmo e mi sono tenuto caldo“.

Sulla stessa domanda glissa invece il numero 1 al mondo: “Me lo hanno concesso, quindi non vedo il problema. MTO e toilet break sono dei problemi? Ne parleremo in consiglio, per ora non ho sentito lamentele da parte dei miei colleghi“.  Inevitabili poi i complimenti al vincitore della finale ma anche qualche mea culpa: “Non ho convertito le tante palle break avute, troppi i doppi falli, ero nervoso. Resta comunque un anno positivo, ho vinto due Slam e raggiunto un’altra finale. Da una sconfitta del genere si può solo imparare, la vita è una grande lezione, perché quando vinci tutto va bene e non ti rendi conto degli aspetti negativi“.