Zverev per il primato, Shelton per il sogno. L’Arthur Ashe Stadium è pronto per incoronare il nuovo re di New York. Da una parte l’esperienza del tedesco, dall’altra l’idolo di casa pronto a fare la storia.
L’esordio di Shelton e il peso della storia
Ben Shelton affronta la sua prima finale in un torneo del Grande Slam, portando sulle spalle l’attesa di un intero Paese. Sono passati ventitré anni dall’ultima volta che uno statunitense ha alzato questo trofeo.
Il ragazzo, cresciuto sportivamente nei campi universitari dei Florida Gators, ha dimostrato una tenuta mentale davvero invidiabile in queste settimane. Ha eliminato Frances Tiafoe e ha saputo piegare Carlos Alcaraz al quinto set, vincendo a un orario notturno che ha fatto molto discutere chi chiede un cambio nella programmazione.
Oggi proverà a sfruttare il suo servizio potentissimo e la solita esplosività per fare la partita. Se vincesse, avremmo quattro campioni diversi nei quattro tornei maggiori, una situazione che non si vedeva dal 2014, quando trionfarono Wawrinka, Nadal, Djokovic e Cilic. Per farcela, l’americano dovrà mantenere alta la percentuale di prime palle, usare bene il rovescio e chiudere in fretta gli scambi, conscio di avere il pubblico tutto dalla sua parte per spingerlo verso l’impresa.
Zverev punta al titolo e al trono di Sinner
Dall’altra parte della rete c’è Alexander Zverev, che arriva a questa sfida con una continuità impressionante.
Quest’anno Ale entrato nel gruppo dei nove giocatori capaci di raggiungere le semifinali in tutti i Major nella stessa annata, e questa per lui è la terza finale stagionale. Il tedesco sa bene come disinnescare Shelton, avendolo già sconfitto in 5 occasioni precedenti, trovando sempre il modo di aprirsi il campo e annullare le bordate dell’avversario. L’approccio psicologico farà la differenza.
Zverev vuole cancellare il brutto ricordo del 2020, quando perse proprio su questo cemento contro Thiem in un impianto deserto a causa del virus. Dopo la vittoria al Roland Garros, che potrebbe averlo sbloccato, il tennist tedesco cerca la consacrazione anche in America.
Trionfare a New York significherebbe lanciare l’assalto alla vetta di Jannik Sinner, assente nel torneo. L’italiano resta al comando con 11500 punti, ma alzando il trofeo Zverev balzerebbe a quota 9690, accorciando il distacco a 1810 punti.
Nel finale di stagione potrà essere molto pericolo visto che Sinner, ancora out, dovrà difendere 3350 punti, mentre il tedesco soltanto 1080. Dunque, il primo posto della classifica mondiale ATP non sarebbe più solo un sogno, ma un bersaglio reale.










