Tennis, Masters 1000 Indian Wells: Roger Federer domina Rafael Nadal e vola ai quarti

Roger Federer - Foto Ray Giubilo

E’ Roger Federer ad aggiudicarsi il capitolo numero 36 della storica saga contro Rafael Nadal: in uno degli ottavi di finale più romantici dell’ultimo decennio, il fuoriclasse svizzero si è imposto sul campione iberico col netto score finale di 6-2 6-3. Non gli era mai accaduto, in carriera, di battere per tre volte di fila il rivale di sempre: ai quarti troverà lo sregolato aussie Nick Kyrgios che, a sorpresa, ha superato ancora una volta il numero 2 del mondo Novak Djokovic, bissando il successo ottenuto contro lo stesso ad Acapulco poco più di dieci giorni fa.

Bisogna tornare indietro di ben tredici anni, esattamente al marzo del 2004, per rivedere i due incrociarsi così presto nel tabellone di un torneo: quella volta, in un banale terzo turno a Key Biscayne, fu il maiorchino ad imporsi con un duplice 6-3, in quella che rappresenta la prima sfida in assoluto tra queste due leggende. Nei successivi trentaquattro incontri, ventidue i successi dello spagnolo, dodici quelli dell’elvetico: curiosamente, a parte due sfide di quarti nel 2013 (proprio qui in California e a Cincinnati) e lo scontro di Round Robin alle Finals di Londra nel 2011, hanno avuto modo di affrontarsi sempre e solo in semifinale o in finale. Il confronto più recente è invece il noto e memorabile atto conclusivo degli ultimi Australian Open, vinto da Federer in cinque parziali. Entrambi si presentano a questo match senza ancora avere perso un set: il tennista di Basilea ha concesso solo tre giochi all’esordio al transalpino Stephane Robert, per poi avere ragione di Steve Johnson con due tie-break; il nove volte campione dell’Open di Francia ha invece regolato l’argentino Guido Pella e, successivamente, il connazionale Fernando Verdasco. In campo, per concludere, ben sette titoli di Indian Wells: quattro per il giocatore rossocrociato, tre per il suo storico sfidante.

La partita entra subito nel vivo: aggressivo in risposta il 18 volte campione Slam, che approfitta di un diritto steccato dall’avversario per ottenere il break nel game inaugurale dell’incontro. Il mancino di Manacor si procura una possibilità di replica immediata nel secondo gioco, ma non riesce ad approfittarne; al contrario, è ancora Federer ad affondare il colpo: avanti 3-1, lo svizzero, tramite una sensazionale risposta di rovescio in lungo linea, conquista addirittura il doppio break di vantaggio nel quinto gioco. La decima testa di serie del seeding fa praticamente ciò che vuole col diritto, Nadal fatica a trovare efficaci contromisure: dopo trentaquattro minuti di gioco, un serve&volley ottimamente eseguito dal nativo di Basilea, gli consegna col netto score di 6-2 un primo parziale giocato ai limiti della perfezione.

L’attuale numero 6 del pianeta prova a scuotersi all’inizio del secondo set, ma quella di oggi sembra essere la versione Platinum del Federer visto negli ultimi anni: nei primi due giochi nessun problema per chi va al servizio, nel terzo game un diritto che lascia di stucco l’iberico permette al campione degli Australian Open di portarsi nuovamente avanti di un break. E’ l’allungo decisivo: la quinta forza del seeding non entra praticamente mai in partita e non riesce mai ad impensierire il suo avversario, che serve con percentuali di realizzazione vicine all’80% sia con la prima che con la seconda. Dopo nemmeno settanta primi, proprio com’era avvenuto alla fine del primo parziale, una strepitosa risposta vincente di rovescio suggella la fine dell’incontro: il punteggio finale è di 6-2 6-3 a favore di un Roger Federer inarrestabile che, a quasi trentasei anni, dimostra ancora una volta di essere più competitivo che mai ad altissimi livelli e di poter dire la sua nei palcoscenici più importanti del circuito.

 

 

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Classe 1992, nasco ad Avola ma sono originario di Pachino (Siracusa). Laureato in Lettere e studente di Italianistica a Pisa. Tifoso dell'Inter, ascolto sempre gli Eagles e adoro il tennis in tutte le sue sfumature. Un solo problema: credo ancora in Ernests Gulbis