L’era d’oro del tennis tricolore non si nutre di solo singolare.
In un campo Centrale già stracolmo e ribollente di passione, nell’ideale staffetta che ha preceduto il trionfo di Jannik Sinner, Simone Bolelli e Andrea Vavassori hanno letteralmente riscritto la storia del tennis italiano. Battendo la temibile coppia formata dallo spagnolo Marcel Granollers e dall’argentino Horacio Zeballos con il punteggio di 7-6(8), 6-7(3), 10-3, i due Davismen azzurri hanno conquistato gli Internazionali d’Italia, infrangendo un tabù che resisteva da quasi un secolo.
Mai prima d’ora, infatti, una coppia tutta italiana era riuscita a trionfare nel doppio maschile a Roma. Un vuoto colmato nell’edizione numero 83 del torneo, a 96 anni di distanza da quando tutto ebbe inizio nel 1930. Bolelli e Vavassori sono riusciti laddove persino i mitici Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola avevano dovuto arrendersi, respinti da una maledizione che li vide disputare ben sette finali, perdendone sei e lasciandone una, quella del 1960, sospesa e mai terminata.
Cronaca di una battaglia di nervi e cuore
Il successo degli azzurri è arrivato al termine di un match drammatico, una vera e propria altalena di emozioni durata due ore e 17 minuti contro i vincitori di due Slam nella passata stagione.
La partenza è stata tutta di marca latina, grazie a una clamorosa precisione con la prima di servizio (86% contro il 69% italiano nel primo parziale), Granollers e Zeballos si sono costruiti un vantaggio pesante, sprecando ben sei opportunità per il doppio break e andando a servire per il set sul 5-3. Lì è scattato l’orgoglio azzurro, tre game consecutivi e palla al tie-break. In un finale punto a punto, Vavassori e Bolelli hanno annullato ben quattro set point (dal 4-6) prima che una fiammata di Vavassori a rete sigillasse il parziale per 10-8.
Il secondo set ha vissuto sullo stesso binario di estremo equilibrio, con occasioni sprecate da entrambe le parti nei turni di risposta. Sul 6-5 per i rivali, Bolelli e Vavassori si sono trovati nuovamente con le spalle al muro sotto 0-40, ma le volée telecomandate del torinese e i servizi del bolognese hanno cancellato altri tre set point consecutivi. Questa volta, però, il tie-break ha premiato Granollers e Zeballos, scappati subito sul 4-1 e bravi a chiudere al primo tentativo sul 6-3.
Nel momento della massima tensione, il match tie-break si è trasformato in un capolavoro tattico dell’Italia. Un doppio fallo di Zeballos ha regalato il primo mini-break, poi Bolelli ha blindato i propri turni di battuta per il 4-1. Uno smash fallito dall’argentino e le incursioni fulminee di Vavassori a rete hanno scavato il solco definitivo (6-1). Padroni assoluti del campo, gli azzurri hanno gestito la distanza di sicurezza fino al liberatorio 10-3 finale, che ha fatto esplodere il Centrale.
I numeri di una coppia leggendaria
Fino a oggi, l’albo d’oro del doppio maschile del Foro Italico riportava i nomi di tennisti italiani sparsi qua e là nel tempo, ma sempre in “comproprietà” con partner stranieri: Del Bono nel 1931 (con il britannico Hughes), De Stefani nel 1932 (ancora con Hughes), Palmieri nel 1934 (con l’irlandese Rogers) e Camporese nel 1991 (con il croato Ivanisevic). Nel 2026 questo vuoto viene finalmente colmato al maschile, seguendo le gloriose orme delle donne, capaci di imporsi cinque volte nel torneo di casa, le ultime due nel 2024 e 2025 firmate da Sara Errani e Jasmine Paolini.
Per Simone Bolelli e Andrea Vavassori si tratta della definitiva consacrazione di un sodalizio nato nel 2021. La coppia azzurra mette in bacheca il decimo titolo ATP della propria storia calcando i grandi palcoscenici, il secondo Masters 1000 della stagione dopo la perla di Miami.
Attualmente terzi nella classifica mondiale di specialità e già semifinalisti alle scorse ATP Finals nel 2025, i due azzurri si godono il trionfo più dolce e romantico. Quello davanti al proprio pubblico, entrato di diritto nella leggenda dello sport italiano.









