Il clima si è fatto teso all’improvviso, proprio nei giorni in cui il circuito si ritrova a Roma per uno degli appuntamenti più attesi della stagione. Non è una questione di campo, di risultati o di calendario troppo fitto. Qui si parla di soldi, ma non solo. Si parla di come vengono divisi, di chi decide e soprattutto di chi resta fuori da queste decisioni.
Da qualche ora circola con insistenza l’idea di una riunione tra giocatori, prevista proprio durante gli Internazionali, con l’obiettivo di fare fronte comune. Non è una novità assoluta nel tennis, ma il tono sembra diverso. E il fatto che si parli già di incontri anche a Parigi, durante il Roland Garros, lascia capire che la questione non si fermerà a Roma.
A far emergere il malcontento, secondo quanto riportato da Tennis Majors, sarebbe stato il tema del prize money degli Slam, con il Roland Garros finito al centro delle critiche.
Il nodo del prize money e le richieste dei giocatori
Il torneo parigino avrebbe previsto un aumento del montepremi vicino al 9% rispetto all’anno scorso, ma per molti giocatori non sarebbe sufficiente. Non tanto per la cifra in sé, quanto per il metodo. La sensazione diffusa, a quanto pare, è quella di non essere coinvolti in alcun modo nelle decisioni.
Il punto più delicato riguarda la percentuale dei ricavi distribuiti. Gli Slam, sempre secondo queste ricostruzioni, si fermerebbero tra il 13 e il 15% dei profitti, mentre nel circuito ATP si arriverebbe intorno al 22%. Un divario che pesa, soprattutto se confrontato con altri sport dove si parla di quote anche più alte.
E poi c’è un altro aspetto, meno visibile ma forse ancora più sentito. I giocatori chiedono garanzie che oggi non esistono davvero: coperture per infortuni, tutele per la maternità, prospettive pensionistiche. Temi che nel tennis restano ancora sospesi, gestiti in modo frammentato, senza una linea comune.
Nei prossimi giorni si capirà se questa protesta resterà una presa di posizione o diventerà qualcosa di più strutturato. Intanto lo sguardo si sposta già su Wimbledon, che dovrà annunciare il proprio montepremi a breve, con una pressione evidente addosso.









