Carlos Alcaraz si ferma, e stavolta non per una scelta di calendario. Il problema è al polso: una tenosinovite, cioè un’infiammazione della guaina tendinea, che lo ha già costretto a saltare Madrid, Roma, Roland Garros e Wimbledon.
Le parole di Nadal
A Madrid, durante la presentazione della docuserie Netflix “RAFA”, Rafael Nadal ha parlato anche dell’infortunio del connazionale. E lo ha fatto con il peso di chi certe cose non le ha lette su un referto, ma le ha vissute.
“Ho avuto lo stesso infortunio due volte”, ha detto Nadal a Teledeporte, aggiungendo che “se si segue una riabilitazione adeguata, non ci sono conseguenze a lungo termine”. La frase che conta è questa, più del resto: per Rafa, il punto sarebbe evitare che il problema diventi cronico.
Perché può far sperare
Non vuol dire che Alcaraz tornerà subito né che tutto sia semplice. Un polso, nel tennis moderno, non è un dettaglio: servizio, diritto, risposta, cambi di ritmo, tutto passa da lì. E con un giocatore esplosivo come Carlos, abituato a strappare la palla anche in posizioni complicate, il rischio va gestito con pazienza.
La buona notizia, se così si può dire, è che Nadal non ha parlato di un vicolo cieco. Ha richiamato la sua esperienza e ha lasciato intendere che, con cure corrette, il problema potrebbe non lasciare strascichi pesanti.










