Il clima che precede l’edizione 2026 del Roland Garros non è solo caratterizzato dalla tensione tipica dei tornei di tennis, ma anche da una crescente protesta che rischia di compromettere uno degli eventi più prestigiosi dell’anno. A far tremare i vertici del torneo parigino sono le parole di alcune delle giocatrici più importanti del circuito, che non escludono più l’idea di un boicottaggio.
Le dichiarazioni di Aryna Sabalenka, Iga Swiatek, Coco Gauff, Elena Rybakina e Jasmine Paolini sono state chiare e forti. Sabalenka ha lanciato l’allarme parlando di boicottaggio come unica strada possibile per ottenere un aumento dei premi: “Lo spettacolo dipende da noi. Senza di noi non ci sarebbe il torneo e non ci sarebbe quello spettacolo. Senza dubbio meritiamo che ci venga pagata una percentuale maggiore”, ha dichiarato la tennista bielorussa.
Se la numero 1 al mondo appare decisa nel sostenere questa causa, anche altre voci illustri come quella di Iga Swiatek sembrano essere vicine alla stessa idea, anche se con una posizione più prudente: “Boicottare il torneo è una situazione un po’ estrema”, ha affermato la polacca, pur esprimendo la necessità di un dialogo con gli organi competenti. Al contrario, Coco Gauff si è mostrata più compatta, sottolineando l’importanza di agire come un’unica entità per affrontare le disuguaglianze che affliggono le tenniste di tutti i livelli.

Il Roland Garros è sempre più a rischio, esplode la protesta a Roma: boicottano il torneo – Sportface.it
A Roma, in vista del torneo che difenderà come campionessa, anche Jasmine Paolini ha detto la sua. La tennista italiana ha dichiarato che la questione del premio in denaro è solo una parte di un discorso ben più ampio, che riguarda anche altri temi importanti come le pensioni per le tenniste e la maternità. “Se siamo tutti d’accordo, e credo che lo siamo, potremmo considerare di boicottare il Roland Garros”, ha affermato.
Una protesta che coinvolge tutti
Le parole di Paolini rispecchiano un movimento che, pur partendo dal malcontento sul prize money, si allarga a questioni strutturali più profonde. Le giocatrici sono unite nella lotta per i loro diritti, e la crescente solidarietà tra donne e uomini del tennis potrebbe rappresentare una svolta storica nel modo in cui vengono trattate le atlete nel circuito.
Questo boicottaggio potrebbe non essere solo simbolico. Se davvero dovesse concretizzarsi, avrebbe un impatto enorme sul futuro degli Slam e sul sistema del tennis professionistico. Roland Garros, simbolo di prestigio e tradizione, rischia di vedere le sue tribune vuote, senza alcune delle sue stelle più brillanti. Le dichiarazioni delle tenniste in questi giorni a Roma sono un segnale di una frattura che potrebbe portare a una riorganizzazione radicale del circuito.









