Il serbo racconta i punti in comune con il numero 1 del mondo: dalle origini in montagna alla scelta dello sci da bambini, fino all’addio a casa a 13 anni. “Le similitudini abbondano anche nel nostro tennis”.
Novak Djokovic si rivede in Jannik Sinner. Il campione serbo, reduce dall’eliminazione al secondo turno del Masters 1000 di Cincinnati e proiettato verso gli US Open 2026, ha raccontato le numerose somiglianze che riconosce tra il proprio percorso e quello del numero 1 del mondo.
Sinner, alle prese con un problema al ginocchio, aveva sconfitto Djokovic nella semifinale dell’ultimo Wimbledon. Un confronto che potrebbe riproporsi anche sul cemento di New York.
Djokovic: “Io e Sinner veniamo entrambi dalle montagne”
In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, Djokovic ha spiegato come le analogie tra lui e l’azzurro vadano ben oltre quanto accade su un campo da tennis.
“Sì, mi rivedo in Sinner. Entrambi veniamo dalle montagne, lui dell’Alto Adige e io della Serbia. Avevamo scelto lo sci come sport, abbiamo lasciato casa a 13 anni, siamo stati costretti a diventare uomini in fretta, lontano dalla famiglia e dagli affetti”.
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Lo sci e le caratteristiche in campo
Secondo Djokovic, anche il passato sugli sci avrebbe avuto un ruolo nella formazione atletica di entrambi.
“Non c’è alcun dubbio che lo sci ci abbia dato l’elasticità, i movimenti, la capacità di scivolare su ogni superficie: la flessibilità delle caviglie origina dalla neve tanto quanto l’equilibrio e la coordinazione tra arti superiori e inferiori”.
Caratteristiche che il serbo ritiene abbiano contribuito anche allo sviluppo del rispettivo modo di muoversi sul campo da tennis.
“Le similitudini abbondano anche nel tennis”
Djokovic non è voluto entrare nei dettagli tecnici del confronto tra il proprio gioco e quello di Sinner, ma ha confermato di riconoscere diversi elementi comuni.
“Non voglio entrare in dettagli più tecnici sul tipo di tennis che io e Jannik giochiamo: le similitudini abbondano anche lì. Quindi, per rispondere in breve: sì, mi rivedo in Sinner”.
Parole che certificano la considerazione del campione serbo nei confronti dell’azzurro in vista dell’ultimo Slam della stagione, dove i due potrebbero nuovamente ritrovarsi uno di fronte all’altro.









