Flavio Cobolli ha deciso di non prendere parte al torneo di Bucarest, appuntamento che per lui aveva anche un valore speciale, visto che proprio in Romania aveva conquistato nel 2025 il primo ATP della carriera. La scelta, però, non va letta come un semplice passo indietro, ma come una decisione calibrata in vista della parte più importante della stagione sulla terra battuta. Dopo settimane dense di impegni e risultati non sempre continui, il romano ha preferito fermarsi per recuperare energie e presentarsi nelle condizioni migliori ai prossimi tornei di alto livello.
Un calendario pesante e il bisogno di rifiatare
Negli ultimi mesi Cobolli ha vissuto una fase intensa, tra buoni segnali mostrati tra febbraio e inizio marzo e qualche difficoltà emersa invece nei grandi appuntamenti del Nord America. Il calendario fitto e il livello molto elevato degli avversari hanno spinto il suo team a una riflessione, culminata nel forfait al torneo rumeno.
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È una scelta che comporta inevitabilmente la rinuncia a difendere punti importante, ma che nasce dall’esigenza di ritrovare brillantezza, sia sul piano fisico sia su quello del rendimento in una stagione lunga e complessa, dove sapersi fermare al momento giusto può diventare una mossa di gestione tanto importante quanto una vittoria.
Montecarlo e Roland Garros nel mirino
L’assenza a Bucarest avrò un impatto sul ranking, ma non tale da stravolgere la posizione oramai consolidata di Cobolli nel circuito. Proprio questo aspetto rende già comprensibile la decisione: il tennista azzurro non è più nella fase in cui deve inserire a ogni costo, ma in quella in cui conta soprattutto arrivare bene agli eventi davvero pesanti.
L’obiettivo è infatti presentarsi al meglio ai grandi appuntamenti sulla terra, con Montecarlo e, più avanti, il Roland Garros come riferimenti principali. In questa prospettiva, il forfait in Romania appare come un investimento sul medio periodo, con l’idea di ritrovare lucidità e continuità per quando il livello si alzerà davvero.










