Simone Bolelli e Andrea Vavassori proseguono il loro percorso nel torneo di doppio maschile di Miami, centrando la qualificazione ai quarti di finale grazie a una vittoria convincente contro Alejandro Tabilo e Tomas Martin Etcheverry. La coppia italiana si è imposta in due set, 6-3, 7-6 (5), chiudendo la sfida in un’ora e ventuno minuti e dimostrando ancora una volta compattezza, qualità al servizio e grande lucidità nei momenti decisivi.
Per i due azzurri, accreditati della testa di serie numero 7, si tratta di un successo costruito con pazienza e solidità, senza passaggi a vuoto nei momenti più delicati del match. Ai quarti troveranno la coppia vincente della sfida tra King/Peers e Harrison/Skypski.
Il primo set gira nel momento chiave
La partita è cominciata su binari di equilibrio, con entrambe le coppie capaci di tenere conautorità i rispettivi turni di battuta. Nella fase iniziale, infatti, nessuno dei quattro giocatori ha concesso molto, e il punteggio è rimasto in sostanziale parità fino al 3-3. Da quel momento, però, Bolelli e Vavasssori hanno alzato il livello nei punti che contavano davvero. Gli italiani hanno trovato il 4-3 al deciding point e subito dopo hanno sfruttato la prima vera occasione di break del parziale, portandosi sul 5-3.
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Una volta conquistato il vantaggio, i due italiani hanno saputo amministrarlo con freddezza, chiudendo il set 6-3 al secondo set point. È stata una frazione giocata con attenzione e maturità, in cui glia azzurri hanno saputo aspettare il momento giusto per colpire senza forzare inutilmente.
Nel tie-break emerge la qualità del duo italiano
Nel secondo set l’equilibrio è stato ancora più marcato, con i servizi a dominare la scena e pochissime occasioni in risposta. Tabilo e Etcheverry sono riuscito a restare agganciati al match fino al 6-6, ma nel tie-break Bolelli e Vavassori hanno mostrato tutta la loro tenuta. Dopo essere finiti sotto 0-2, hanno reagito con prontezza, ricucendo subito lo stratto e accelerando nel finale con un parziale decisivo di 3-1 negli ultimi quattro punti.
Il 7-5 conclusivo ha premiato una prestazione molto concreta, confermata anche dai numeri: sette ace, un solo doppio fallo, il 69% di prime in campo, l’81% di punti vinti con la prima e il 74% con la seconda. A fare la differenza è stata anche la capacità di sfruttare al meglio le poche chance avute, con una palla break convertita su due e un bilancio complessivo di 67 vinti contro 53.










