L’ombra del dubbio si allunga sull’Australian Open e su uno dei suoi protagonisti più iconici. Sulle colonne di questa mattina de Il Corriere dello Sport si può infatti leggere come Novak Djokovic, dominatore assoluto di Melbourne con 10 titoli conquistati in carriera, potrebbe essere costretto a saltare il primo Slam della stagione.
Dopo aver rinunciato all’ATOP 250 di Adelaide, il campione serbo continua a fare i conti con una condizione fisica tutt’altro che rassicurante. Le sensazioni non lasciano presagire nulla di positivo in vista dell’inizio del torneo, con il tempo che stringe alimentando interrogativi sul suo reale stato di salute e sulla possibilità di vederlo regolarmente in campo al via dello Slam.
Allenamenti interrotti e segnali preoccupanti
A far crescere l’allarme è quanto accaduto durante una recente sessione di allenamento a Melbourne. Durante un allenamento con Medvedev, Djokovic è stato costretto a fermarsi dopo appena 10 minuti a causa di un forte dolore al collo, sintomo che ha immediatamente attirato l’attenzione degli addetti ai lavori.
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Il serbo non è nuovo a recuperi-lampo e a rientri spettacolari anche in condizioni difficili, ma questa volta la situazione appare più delicata, anche perché l’età, a questo punto, non è neanche più dalla sua parte.
Reduce dalla semifinale dell’ultima edizione, Djokovic sa bene quanto il Melbourne Park sia terreno fertile per il suo tennis, ma allo stesso tempo è consapevole che forzare potrebbe compromettere non solo il torneo, ma l’intera prima parte di stagione.
Djokovic e il peso di un’eventuale assenza a Melbourne
Dal punto di vista di punto, una mancata partecipazione agli Australian Open avrebbe conseguenze rilevanti per Djokovic. Il campione serbo, infatti, perderebbe 800 punti, un bottino pesante che inciderebbe di conseguenza anche sulla sua posizione nel ranking ATP.
È vero, il serbo ha spesso ribadito come oramai la classifica non rappresenti più una priorità assoluta nella fase finale della sua carriera, dopo essere stato per anni il numero 1, ma scendere ulteriormente in graduatoria significherebbe incrociare prima i grandi rivali nei tabelloni dei tornei più importati.
Un dettaglio tutt’altro che marginale, soprattutto in un circuito sempre più ricco e competitivo. Per Djokovic, comunque, la scelta non è né semplice né scontata: attendere e rischiare di non essere al meglio, oppure rinunciare e programmare i prossimi impegni? Ai posteri ardua sentenza.










