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Alcaraz trionfa a Tokyo e fa la storia: Lehecka battuto in finale, 27° titolo in carriera nel giorno dello stop di Sinner

Carlos Alcaraz
Tennis Monte Carlo Rolex Masters, ATP 1000, Carlos Alcaraz, 13 Aprile, 2025. Foto Felice Calabro'

Lo spagnolo vince 7-6 (4) 6-4 e si conferma campione del Japan Open: prima di lui solo Edberg e Sampras avevano firmato il bis. «Speciale tornare a vincere al secondo torneo dopo l’infortunio». 

Carlos Alcaraz torna a sollevare un trofeo. Lo spagnolo ha vinto il Kinoshita Group Japan Open Tennis Championships, l’Atp 500 disputato sul cemento di Tokyo, superando in finale il ceco Jiri Lehecka in due set con il punteggio di 7-6 (4) 6-4.

Il successo arriva nel giorno in cui Jannik Sinner ha annunciato che non tornerà in campo prima del 2027.

Ventisettesimo titolo e una doppietta da record

Per Alcaraz, numero 3 del mondo e prima testa di serie del torneo, è il 27° titolo in carriera. Lo spagnolo, già detentore del titolo, si è confermato campione a Tokyo, un’impresa che in Giappone era riuscita soltanto a Stefan Edberg (1989-91) e Pete Sampras (1993-94).

In finale ha avuto la meglio su Lehecka, numero 19 del ranking, allungando nei precedenti: il ceco, che si presentava all’atto conclusivo con una sola vittoria in quattro confronti diretti, è ora sotto 4-1.

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Alcaraz: «Non sai mai se tornerai quello di prima»

Per lo spagnolo è un successo dal forte valore simbolico, arrivato al secondo torneo dopo l’infortunio al polso. «È speciale avere ancora un trofeo tra le braccia al secondo torneo dopo l’infortunio», ha commentato dopo la vittoria.

Nelle dichiarazioni riportate da Supertennis, Alcaraz ha analizzato la sua settimana: «In questa settimana non ho giocato al meglio, ma ho trovato le giuste soluzioni nei momenti importanti ed è questo quello che conta. Direi anche che oggi ho giocato la partita in maniera più costante rispetto ai primi match».

Poi una riflessione sui mesi lontano dal campo: «Molti pensieri ti passano per la testa quando sei infortunato. Non sai mai se riuscirai a tornare quello che eri, se colpirai la palla come lo facevi prima. Ho cercato di scacciare quei pensieri, sapevo che sarei tornato in campo solo quando mi sarei sentito di nuovo al 100%».

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