Andrea Vavassori, doppista per necessità: “Transition Tour osceno, ITF chiusa al dialogo con i giocatori”

Andrea Vavassori - Foto Antonio Milesi

DALL’INVIATO A BERGAMO 

Doppista per necessità, Andrea Vavassori racconta così la sua versione 2019: Non ho fatto la scelta di lasciare il singolo, ho 23 anni vorrei continuare a giocarlo per vedere dove posso arrivarespiega il tennista piemontese ai nostri microfoni dopo la vittoria su Riccardo Bonadio nel secondo turno del Challenger di Bergamo  allo stesso tempo però per me non avrebbe senso giocare tornei ITF di singolare perché in doppio non raccoglierei punti Atp. Inoltre giocando a livello Challenger ho l’occasione di allenarmi con giocatori di livello più alto durante la settimana, quindi mi concentro sul doppio, ma la speranza è quella di poter avere delle chance nei tabelloni di singolare come accaduto qua a Bergamo”. Proprio per questa ragione la preparazione invernale non ha subito un cambiamento radicale: Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Tirrenia son tornato a lavorare ogni giorno con mio padre. Ci siamo concentrati molto sul servizio e sul gioco a fondo, ma ad ogni modo non ho voluto perdere l’abitudine a scambiare da fondo che giocando solo in doppio si può perdere”.

L’inizio di stagione in Nord America si è rivelato una positiva esperienza di vita per Vavassori che confessa: Prima della partenza mi sono posto l’obiettivo di visitare gli Stati Uniti durante la mia permanenza. Grazie al tennis faccio esperienze di vite grandissime, sognavo questo viaggio da piccolo e son contento di essere riuscito a togliermi molte soddisfazioni su questo piano – prosegue Andrea che poi parla di come sono andati i tornei oltreoceano – In partenza dovevo giocare massimo tre tornei per poi tornare in Europa dove avrei svolto qualche settimana di preparazione prima di tornare in campo. Perché fare troppi tornei consecutivi a mio parere non è mai una cosa buona per il gioco e anche per le motivazioni. I miei programmi poi sono cambiati perché ho avuto modo di allenarmi a Newport Beach con un gruppo di tennisti iberici”.

Nel corso della tournée americana Vavassori ha giocato cinque tornei con tre compagni differenti. Quello del partner di doppio è un tema delicato per la stagione del tennista di Torino: Inizialmente dovevo giocare con Oliveira tutti i tornei, ma poi i suoi problemi alla schiena mi hanno obbligato a cambiar compagno. Con Pavic ho giocato una settimana, ma un virus intestinale ha messo ai box anche lui così son stato obbligato ad adattarmi nuovamente – spiega Andrea che svela anche i suoi piani per il futuro – Qui a Bergamo gioco insieme ad Ocleppo, un mio grande amico. Lui però si sta concentrando molto anche sul singolo che gioca a livello ITF. Sono in contatto con Margaroli e inizierò a giocare con lui restando però sempre in contatto con Julian. Giocare con lo stesso compagno nell’arco di un’intera stagione non è facile, l‘ideale sarebbe aver due o tre compagni tra cui scegliere nell’arco dell’anno”.

Come detto all’inizio Vavassori non ha scelto di ridurre la sua attività da singolarista, ma è stato forzato dagli eventi, nello specifico dal nuovo Transition Tour: Io rientro nella fascia di giocatori che pensa che il transition tour sia osceno. Molti giocatori stanno cercando di far sentire la propria voce all’ITF che non sembra però voler un dialogo con noi tennistiafferma con grande convinzione Vavassori che da top 500 ha le porte sbarrate per la quasi totalità dei tabelloni Challenger – Ci son stati Challenger dove sarei potuto entrare a inizio stagione, ma a livello economico la spesa sarebbe stata troppo impegnativa. A Dallas se mi fossi fermato fino al mercoledì sarei entrato in singolare quindi dopo quel torneo ho deciso di firmare sempre sperando di aver l’occasione di entrare in campo per confrontarmi a questo livello”.

In attesa di vedere come si evolverà la situazione, Vavassori si concentra sul doppio e attualmente ricopre la posizione numero 128 del ranking di doppio. Il sogno? Andare a giocare i tornei del circuito maggiore: “Ho sempre amato il doppio, mi son sempre trovato bene a giocare con un partner al mio fianco. Proverò a fare il massimo per compiere il salto, spero di poter giocare di più con Ocleppo. Insieme a lui vorrei formare una delle migliori coppie italiane di doppio”.