Dal ritiro degli Australian Open Jannik Sinner ha rivolto parole di grande stima verso Federica Brignone, protagonista di un emozionante ritorno alle competizioni di sci alpino dopo un lungo infortunio.
Intervistato dopo la sua vittoria al primo turno del torneo in Australia, il tennista italiano ha voluto esprimere ammirazione per l’impegno e il percorso della Brigone, sottolineando quanto sia difficile riprendere l’attività agonistica dopo un grave stop.
Secondo Sinner, alcuni atleti, proprio come l’italiana, possiedono “qualcosa in più” che poi rende speciali negli sport, indipendentemente dai risultati.
I complimenti di Sinner e il confronto con il suo percorso
Nel corso della conferenza stampa post vittoria agli Australian Open, Sinner è stato sollecitato a commentare il rientro in gara di Federica Brignone, avvenuto dopo circa 292 giorni di stop per infortunio. Il numero 2 del tennis mondiale ha definito “fenomenale” il ritorno della sciatrice alle gare, sottolineando la quantità di lavoro e i sacrifici necessari per tornare ai livelli più alti dello sport.
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Ha poi spiegato che la sua esperienza personale con infortuni e pausa forzata nel tennis (per squalifica) non è paragonabile a quella di Federica nel mondo dello sci, perché i due sport implicano rischi e tempistiche molto diversi.
Sinner ha poi parlato anche dei sacrifici che Brignone ha fatto in palestra e della dedizione necessaria per raggiungere nuovamente l’obiettivo di partecipare alle Olimpiadi Invernali, ribandendo il suo augurio in vista della rassegna di Milano-Cortina 2026.
Il valore umano e sportivo di un ritorno così importante
Secondo Sinner, inoltre, atlete come Brigone e la collega Sofia Goggia rappresentano un gruppo di sportivi capaci di affrontare avversità straordinarie e comunque competere ai massimi livelli. La sua dichiarazione “ci sono questi fenomeni…che hanno qualcosa in più”, è un riconoscimento non solo al talento sportivo, ma anche alla forza mentale che caratterizza chi riesce a superare difficoltà così intense durante i propri percorso di recupero.
Il ritorno di Brignone, conclusosi con un sesto posto nel gigante di Plan de Cornes, è quindi celebrato come un risultato non solo tecnico, ma soprattutto come testimonianza di resilienza e determinazione.










