Allo slalom speciale femminile di Flachau, gara valida per la Coppa del Mondo di sci alpino 2025-26, si è verificato un episodio che ha coinvolto la giovane azzurra Giada D’Antonio. L’atleta italiana è stata infatti squalificata al termine della prima manche della gara. La squalifica, oltre a sancire l’esclusione definitiva dalla competizione, ha creato discussione tra gli appassionato, poiché il suo errore è avvenuto in un grande in cui la performance dell’azzurra era già stato compromessa dal punto di vista cronometrico.
L’errore tecnico che è costato la squalifica
Giada D’Antonio squalifica, perché? Durante la prima manche dello slalom notturno di Flachau, la giovane sciatrice italiana ha affrontato uno dei passaggi più delicati del tracciato. Nel corso della discesa dalla porta numero 34 alla 72, l’azzurra è scivolata vicino al secondo rilevamento cronometrico, transitando con un ritardo di oltre 3″21 dalla vetta provvisoria, un distacco che comunque non le avrebbe permesso di qualificarsi alla fase successiva.
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La D’Antonio, tentando di rientrare in linea e proseguire la discesa, ha però compromesso la sequenza di passaggi obbligatori stabiliti del regolamento: anziché superare la porta numero 34 sulla sinistra come richiesto, l’italiana è passata alla sua destra, violando così la corretta traiettoria da seguire. Questo tipo di errore le ha comportato l’immediata squalifica secondo le FIS.
Conseguenze della squalifica
L’errore di linea ha così portato alla squalifica tecnica dell’azzurra, che in ogni caso non avrebbe disputato la seconda manche visto il forte distacco accumulato nella prima parte di gara. Dopo la caduta e ripartenza (da “ferma”), D’Antonio aveva segnato l’ultimo tempo utile tra le 47 atlete arrivate al traguardo in manche uno, pagando oltre 11 secondo di ritardo dalla leader, ovvero la Shiffrin.
La serata di Flachau resta comunque un’esperienza importante per la giovane atleta italiana, che è stata convocata come una delle sei azzurre per questo importante e sempre suggestivo slalom notturno. Nonostante l’epilogo sfortunato, partecipare a questo livello di competizione fa parte del percorso di crescita di uno dei talenti più interessanti ed emergenti dello sci alpino.










