Quando nel 1971 un lenzuolo salutava i partecipanti della prima Marcialonga con lo slogan “Una cavalcata di uomini contro il logorio della vita moderna”, fase nessuno immaginava che quella gara sarebbe diventata oggi una delle competizioni di sci di fondo più iconiche al mondo.
A distanza di oltre mezzo secolo, infatti, la Marcialonga continua a unire idealmente le valli di Fassa e Fiemme, un tempo rivali e ora legate da una collaborazione esemplare.
All’ombra delle Dolomiti, quasi 1.500 volontari lavorano fianco a fianco per rendere possibile una manifestazione che oramai è patrimonio sportivo e culturale dell’arco alpino.
I vichinghi tornano all’assalto della Marcialonga
Domenica, in occasione della 53esima edizione, la Marcialonga tornerà ad essere teatro della “cavalcata dei vichinghi”. Atleti provenienti dalla Scandinavia, autentici dominatori delle lunghe distanze, saranno protagonisti di una delle quattro Grand Classics dello sci di fondo, insieme a Vasaloppet, Birkebeinerrennet e Jizerska 50, pilastri del circuito Ski Classics, la vera Coppa del mondo delle marathon.
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Al via ci saranno 30 Pro Team alcuni sostenuti da budget imponenti e arricchiti da campioni del calibro di Northug, Myhlback, Eriksson, Stina Nilsson e Oyre Slind. Accanto a loro anche vedere leggende del circuito come Thomas Alsgaard e Odd-Bjorn Hjelmeset, simboli di un’epoca d’oro dello sci nordico.
Con il pettorale giallo di leader partiranno da Moena i norvegesi Amund Riege e Anikken Gjerde Alnaese, mentre tra le squadre spicca anche il Team Engcon, fondato da Jerry Ahrlin, tre volte vincitore della Marcialonga.
Il mito dei 70km e la speranza azzurra
La Marcialonga è temuta da tutti, non tanto per i 70 chilometri di gara, quanto per il finale micidiale: la salita della Cascata e l’iconico Our de la Stria, giudice severo di ogni edizione. Le condizioni meteo potrebbero aggiungere ulteriore fascino e difficoltà, con neve fresca pronta a sostituire l’enrosadira mattutina.
In campo italiano i risultati non sono dei migliori, ma Michaela Patscheider resta il punto di riferimento della Nazionale. Tredicesima in classifica generale, guida il Team Slavia Pojostovna Robinson Trentino, una formazione internazionale diretta da Burno Debertolis. In gara anche Didi Nickler, con il rammarico di un’Olimpiade sfumata.










