La sprint di Drammen ha lasciato in secondo piano il risultato sportivo e acceso invece la preoccupazioni per le condizioni di Johannes Hosflot Klæbo. Il fuoriclasse norvegese è infatti caduto in semifinale dopo un contatto con lo statunitense Ben Ogden, finendo violentemente sulla neve e battendo la nuca.
Dopo essere rimasto a terra per qualche minuto, è riuscito a rialzarsi, ma è stato subito accompagnato in ospedale per accertamenti più approfonditi. Le prime notizie arrivate nelle ore successive hanno chiarito che l’episodio non è stato banale e che il leader del fondo mondiale dovrà essere seguito con attenzione nei prossimi giorni.
La diagnosi e lo stop immediato
A fare il punto sulla situazione è stato Ove Feragen, medico della nazionale norvegese, che ha spiegato come Klæbo abbia riportato una lieve commozione cerebrale. Una diagnosi che, pur non descrivendo un quadro drammatico, imponente cautela e monitoraggio costante. Per questo motivo è stata già esclusa la sua partecipazione alla 50 km di Holmenkollen, in programma sabato.
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Dopo la notte trascorsa in osservazione, il campione norvegese farà ritorno a Trondheim, dove proseguirà il recupero. La federazione valuterà solo in una secondo momento se esistano le condizioni per une eventuale rientro nell’ultima tappa di Coppa del Mondo a Lake Placid, prevista la settimana successiva negli Stati Uniti.
Un’annata trionfale che può chiudersi in anticipo
L’infortunio arriva in un momento particolare, perché Klæbo ha già messo al sicuro obiettivi enormi. Il norvegese ha infatti conquistato matematicamente sia la Coppa del mondo generale sia quella di sprint, oltre ad aver firmato un’Olimpiade straordinaria a Milano-Cortina 2026 con sei medaglie d’oro.
Proprio per questo, l’eventuale chiusura anticipata della stagione avrebbe un sapore doppio: da una parte resterebbe intatto il peso di un’annata eccezionale, dall’altra svanirebbe la possibilità di completare un’impresa ancora più rara, cioè aggiungere anche la coppa delle gare distance. Sarebbe stato un triplo successo storico, mai realizzato prima. Ora però tutto passa in secondo piano: la priorità è il recupero, perché anche i dominatori, quando battono la testa, devono fermarsi.










