Il finale della stagione del salto con gli sci coincide, come da tradizione, con i due appuntamenti più spettacolari dell’anno: Vikersund e poi Planica, gli impianti in cui si possono raggiungere le distanze più impressionanti del circuito. Nel weekend del 20-22 marzo 2026, la Coppa del Mondo farà tappa in Norvegia sul Vikersundbakken, trampolino di volo che ogni anno regala misure estreme e spesso anche record nazionali.
In questo scenario ci sarà anche un motivo d’interesse in più per l’Italia: il ritorno di Andrea Campregher, che sarà presente come apripista e proverà a spingersi oltre l’attuale primato italiano.
Dai record mondiali alla caccia al limite personale
Le ultime due settimane della stagione sono sempre quelle in cui il volo con gli sci si prende la scena. A Vikersun e Planica, infatti, si concentrano le occasioni migliori per saltare più lontano possibile. Non a caso, proprio in questi contesti negli ultimi anni sono stati ritoccati record di altissimo livello: nel 2025, per esempio, Domen Prevc è atterrato a 254,5 metri a Planica, migliorando il precedente riferimento di Stefan Kraft, fissato a 253,5 metri a Vikersund nel 2017.
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In un ambiente così estremo, ogni atleta va alla ricerca del proprio limite, e lo stesso vale anche per chi non prende parte ufficialmente alla gara ma svolge il ruolo fondamentale di apripista.
Un ritorno speciale e un primato nel mirino
Campregher, 24 anni, aveva chiuso la propria agonistica al termine della stagione 2024-25, frenato soprattuto dalla carenza di risorse economiche. Questo però non ha significato un addio completo al movimento: l’ex azzurro è entrato nello staff tecnico della nazionale cinese di combinata nordica, occupandosi dei materiali, e nel frattempo ha continuato ad allenarsi con l’idea di tornare almeno in una delle ultime tappe stagione come forejumper.
A Vikersund avrà quindi la possibilità concreta di rimettersi in gioco e di puntare al ricordo italiano di 234 metri, detenuto da Alex Insam e realizzato lo scorso anno a Planica. Superarlo no sarà semplice, perché serviranno coraggio, condizione e anche le giuste condizioni atmosferiche. Ma Campregher, da questo punto di vista, non è certo uno che difetta di fegato.










