L’Inter non ha nessuna intenzione di aprire una porta da sola. Se qualcuno vuole sedersi davvero al tavolo, dovrà prima presentarsi con qualcosa di concreto, perché certi giocatori non si accompagnano all’uscita e non si mettono sul mercato per creare movimento attorno al club.
La situazione, per ora, sembra ferma proprio lì: desideri, valutazioni, contatti indiretti, ma nessuna offerta capace di cambiare davvero il quadro. E quando si parla di un titolare dell’Inter campione d’Italia, uno di quelli cresciuti dentro una squadra costruita per vincere, la distanza tra gradimento e trattativa può diventare enorme.
Secondo quanto riportato dal Mundo Deportivo, il giocatore avrebbe già un accordo personale avanzato con il Barcellona, ma aspetterebbe che il club catalano faccia la prima mossa con l’Inter. Solo a quel punto potrebbe chiedere un confronto alla dirigenza nerazzurra.
Bastoni aspetta il Barça, l’Inter non si muove
Il nome al centro di tutto è quello di Alessandro Bastoni, difensore della Nazionale, indicato dalla fonte spagnola come aperto all’idea di trasferirsi al Barcellona. Mundo Deportivo scrive che il centrale lascerebbe l’Inter soltanto per il club catalano, ma la questione resta bloccata dal prezzo e dalle priorità blaugrana.
Il Barça, infatti, avrebbe prima l’esigenza di rinforzare l’attacco. Su Bastoni peserebbe poi la valutazione: in Italia si parlerebbe di circa 70 milioni di euro, mentre dall’entourage del giocatore si riterrebbe possibile un’uscita intorno ai 50 milioni. Una forbice ampia, che spiega perché l’operazione sia tutt’altro che semplice.
Marotta attende segnali dal Barcellona
Per Beppe Marotta e l’Inter, il punto non sarebbe soltanto economico. Bastoni è un pezzo tecnico e identitario della squadra, un mancino raro, abituato a costruire dal basso e a difendere in un sistema molto specifico. Per questo il club non avrebbe motivo di facilitare un’uscita senza una proposta forte.
Mundo Deportivo aggiunge che il giocatore vorrebbe capire anche la posizione di Hansi Flick, perché avrebbe bisogno di sentirsi una scelta pienamente condivisa dall’allenatore e non soltanto dalla direzione sportiva. Anche questo rallenta tutto. Per ora, dunque, resta un’operazione sospesa, più raccontata che avviata.










