
Staffetta storica per il biathlon femminile italiano: le azzurre dominano la gara, ma cedono solo alla Francia e centrano un secondo posto memorabile nel tempio-tabù di Östersund.
L’inverno del biathlon si apre con un’impresa che riscrive le gerarchie. La nazionale femminile italiana conquista per la prima volta un podio nella staffetta di Östersund, scenario mai domato prima d’ora dalle atlete azzurre. Il quartetto composto da Dorothea Wierer, Michela Carrara, Lisa Vittozzi e Hannah Auchentaller sale al secondo posto, spezzando un tabù che durava da sempre e arrendendosi soltanto alla Francia, impeccabile nella gestione del vantaggio finale.
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A lanciare la rincorsa verso la storia è Wierer: partenza a ritmo feroce, leadership iniziale e una frazione ricca di ribaltamenti. La fuoriclasse altoatesina incappa in una ricarica nella prima serie, perdendo terreno e scivolando in nona piazza prima di rispondere con carattere: recupero di gruppo nel fondo, precisione chirurgica nella seconda serie di tiro e un balzo in testa con un margine di circa dieci secondi. Le padrone di casa norvegesi, invece, sprecano due ricariche allo start e restano oltre venti secondi dietro, inseguendo da lontano.
Al cambio, Carrara riceve il testimone con un cuscinetto di sicurezza — undici secondi sulle più vicine: Svizzera, Estonia, Austria e Francia appaiate. Ma la gara mostra il suo volto più crudele al primo poligono: giro di penalità per l’italiana, che paga un bersaglio mancato e riparte ottava con 38 secondi di ritardo dal comando elvetico. La valdostana si riattiva nel tratto sugli sci, ricuce parte del passivo, ma deve fare ancora i conti con altre due ricariche nella seconda serie e chiude la frazione all’ottavo posto.

Photo: Mathias Bergeld / BILDBYRÅN / kod MB / MB1249
skidskytte biathlon skiskyting världscupen ibu world cup stafett relay dam bbeng women kvinner (Photo by MATHIAS BERGELD/Bildbyran/Sipa USA)
Italia in apnea, poi il colpo d’ali. Vittozzi prende il cambio sesta, a 28 secondi dalla Repubblica Ceca, e imprime un’accelerazione da manifesto tecnico. Prima serie di tiro solida, sorpasso deciso, risalita al secondo posto — alle spalle di un’Austria arrembante — con Francia e Cechia al fianco in un treno compatto. Anche la seconda serie di Vittozzi prevede una ricarica, ma davanti si muovono tutte insieme: la Francia si porta al comando, l’Italia riparte seconda a meno di un secondo, pronta per l’ultima staffettista.
Auchentaller è l’argine e la firma. Una ricarica nella prima serie di tiro a terra favorisce la fuga momentanea della francese Lou Jeanmonnot. L’Italia resta seconda a 24 secondi, con Austria e Cechia piazzate poco più di dieci secondi dietro, mentre la Svezia emerge in rimonta al quinto posto, distante oltre un minuto. È però il tiro in piedi conclusivo a incidere l’istantanea della svolta: poligono pulito, calma glaciale, ritmo senza incertezze. Auchentaller accompagna l’Italia al posto d’onore, chiudendo una giornata destinata alla memoria lunga dello sport.
Risultati finali
Francia (0+8) chiude in 1h11’17″9, Italia (1+9) a 13″8, Repubblica Ceca (0+8) a 30″8.
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meta description: L’Italia femminile del biathlon scrive una pagina inedita centrando il secondo posto nella staffetta di Östersund, arrendendosi solo alla Francia dopo una gara condotta a lungo in testa.
