La schermitrice italiana Alberta Santuccio conquista la medaglia d’oro nella tappa colombiana del Grand Prix 2025-2026 di spada femminile. Un trionfo che conferma l’ottimo stato di forma della siciliana in questa stagione.
Spada, il cammino della Santuccio verso la medaglia d’oro
Il percorso di Alberta Santuccio sulla pedana di Medellin inizia con un netto successo contro l’ungherese Lil Buki, superata con il punteggio di 15-9. Subito dopo, la spadista azzurra affronta un assalto più combattuto contro la sudcoreana Hyein Lee, che cede alla fine per 15-13. Agli ottavi di finale la portacolori italiana regola la tedesca Alexandra Ehler per 13-9, guadagnando così l’accesso ai quarti. In questa fase supera la francese Louis Marie Alexandra, assicurandosi l’ingresso tra le migliori quattro atlete del torneo. La semifinale rappresenta lo scoglio più duro per l’azzurra, poiché la siciliana incrocia la numero uno del ranking mondiale, Marie Florence Candassamy. Alberta Santuccio vince la sfida per 11-9 e vola in finale. Nell’ultimo e decisivo atto, l’italiana supera l‘ungherese Eszter Muhari all’ultima stoccata per 13-12.
Questa vittoria rappresenta il primo successo stagionale per la schermitrice, che ottiene in questo modo il suo quarto podio complessivo in questa annata sportiva, dopo i secondi posti conquistati a Fujairah e a Wuxi e la terza piazza ottenuta ad Astana.
I piazzamenti delle altre azzurre in gara
Oltre alla vittoria di Alberta Santuccio, la tappa colombiana registra anche la buona prestazione da parte di Gaia Caforio che si ferma però agli ottavi di finale, dove affronta la transalpina Louis Marie Alexandra, la quale ha la meglio con il punteggio finale di 15-11.
Per quanto riguarda le altre atlete italiane impegnate sulle pedane del Grand Prix, Giulia Rizzi conclude la sua prova al diciottesimo posto della classifica generale.
Italia: le medaglie maschili
Anche il settore maschile regala grandi soddisfazioni con due giovanissimi talenti sul podio. Matteo Galassi conquista un pesantissimo argento, arrendendosi solo in finale al fuoriclasse giapponese Koki Kano dopo un percorso netto che lo ha visto dominare la nutrita pattuglia francese. Il podio è completato dal bronzo di Simone Mencarelli, fermato solo nel derby azzurro di semifinale proprio da Galassi.










