Dopo il prologo in Bulgaria e la giornata di riposo odierna, il Giro d’Italia sbarca in Calabria con la Catanzaro-Cosenza di 138 chilometri.
Giro d’Italia 2026: il percorso e l’altimetria della quarta tappa Catanzaro-Cosenza
Il gruppo è rientrato in Italia oggi 11 maggio per usufruire del primo giorno di riposo, utile per smaltire le tre frazioni disputate in terra straniera.
Domani, martedì 12 maggio la Corsa Rosa riparte con la quarta tappa, una frazione classificata con due stelle di difficoltà che presenta un dislivello totale di 1.800 metri.
Dal capoluogo calabro i corridori iniziano a pedalare verso ovest per raggiungere la costa tirrenica. La prima parte del tracciato offre una ascesa molto dolce verso l’abitato di Marcellinara, seguita da un lungo tratto pianeggiante di circa settanta chilometri dal via. Dopo aver superato il traguardo volante posizionato a San Lucido, la carovana affronta l’ingresso nel territorio cosentino dove inizia il segmento più movimentato della giornata.
Il percorso devia infatti nell’entroterra per affrontare la salita principale, collegata al Passo della Crocetta da Paola.
Successivamente, la discesa conduce fino alla piana del Crati. Da qui i ciclisti puntano verso nord-est e poi a sud per fare il loro ingresso nella città di Cosenza, traguardo di questa prima fatica sul suolo nazionale.
Tappa da classiche del Nord
L’elemento chiave del tracciato calabrese è l’ascesa di Cozzo Tunno, il primo Gran Premio della Montagna di seconda categoria di questa edizione. Questa salita misura quattordici chilometri e mezzo e propone pendenze medie del 5,9%, con strappi che toccano punte massime dell’11%. La lontananza dal traguardo lascia però aperti diversi scenari tattici.
La vetta scollina infatti a parecchi chilometri dalla conclusione e la successiva lunga discesa verso la valle del fiume Crati favorisce i rientri del gruppo.
Una volta terminata la discesa, la carovana affronta un settore in leggera pendenza che porta direttamente nel centro abitato di Cosenza. Il finale di tappa presenta una strada in ascesa, con gli ultimi 450 metri che salgono al 3,7 %.
Questa conformazione altimetrica non esclude i velocisti più resistenti, capaci di tenere il ritmo sulla salita, ma favorisce soprattutto le fughe da lontano o gli attacchi degli specialisti delle classiche.










