Il percorso della scherma inclusiva su scala internazionale è partito ufficialmente a Roma, dove la Federazione Italiana Scherma ha dato il via al “Fencing for All“, iniziativa sviluppata insieme FIE e pensata per rafforzare il tema principale dell’inclusione in pedana.
L’appuntamento, ospitato al Belstay Hotel Roma Aurelia il 27 marzo 2026, ha rappresentato un momento simbolico e operativo allo stesso tempo: non solo una presentazione istituzionale, ma anche l’avvio concreto di un progetto che punta a coinvolgere la scherma mondiale su un terreno tanto delicato quanto centrale, quello dell’accessibile e della partecipazione.
Un tavolo internazionale per trasformare l’inclusione in metodo
L’evento romano è stato costruito attorno a una tavola rotonda internazionale, pensata per mettere a confronto esperienze, visioni e strumenti utili a rendere la scherma, più aperta. Il progetto, come già emerso nei mesi precedenti, vede la Federazione Italiana Scherma nel ruolo di riferimento e nasce dentro un percorso che la FIS sta portando vanti da tempo sul fronte dell’integrazione sportiva.
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Non si tratta quindi di un episodio isolato, ma di un passaggio ulteriore in una strategia più ampia, che vuole far diventare la pedana un luogo in cui agonismo e inclusione possano convivere in un modo strutturato e non soltanto simbolico.
L’Italia si conferma lavoratorio di un modello da esportare
Il senso più forte di “Fencing for All” sta proprio qui: l’Italia prova a proporsi come laboratorio di un modello replicabile anche fuori dai propri confini. Già nel 2025 il progetto era stato presentato in abito internazionale, raccogliendo attenzione da parte della federazione mondiale, e ora il passaggio romano ne certifica l’ingresso in una fase più concreta.
L’obiettivo è chiaro: far crescere una cultura schermisti capace di includere davvero, trasformando un valore spesso evocato in una pratica riconoscibile, organizzata e condivisa. Per la scherma italiana è anche una conferma di identità: non solo tradizione tecnica, ma anche volontà di innovare attraverso il valore sociale dello sport.










