L’Italia della scherma Under 23 chiude gli Europei di Cagliari con un risultato pesantissimo: primo posto nel medagliere per Nazioni, davanti alla Francia, e un bottino complessivo di nove medaglie. Una risposta forte del movimento azzurro, arrivata in casa e in una categoria fondamentale nel percorso di crescita verso il livello Assoluto.
Un medagliere da grande potenza
La spedizione italiana ha conquistato sei ori, un argento e due bronzo, confermando la profondità tecnica della scuola azzurra nelle tre armi. Gli ori sono arrivati con Gaia Caforio nella spada femminile individuale, Aurora Grandis nel fioretto femminile e con quattro squadre: spada femminile, sciabola femminile, spada maschile e fioretto femminile.
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A completare il quadro l’argento del fioretto maschile a squadre e i bronzi individuali di Matilde Molinari nel fioretto e Manuela Spica nella sciabola.
Le parole di Mazzone e il valore del risultato
Il presidente federale Luigi Mazzone dopo la spedizione sarda ha parlato di una risposta di “carattere e qualità“, sottolineando il valore del gruppo azzurro dopo il Mondiale Giovani di Rio. Il dato più importante non è solo il numero delle medaglie, ma il segnale lanciato da una generazione che sta accompagnando atleti già abituati a palcoscenici internazionali e profili ancora in fase di costruzione.
In questo senso, Cagliari non è stata soltanto una festa di risultati, ma anche una prova generale in vista degli appuntamenti più importanti della stagione internazionale degli Assoluti.










