La Grand Prix Commission ha approvato nuove regole per il Mondiale MotoGP. Le decisioni modificano l’assetto del campionato sia nell’immediato che in vista del 2027.
Addio alle wild card in griglia
La novità più rilevante emersa dagli incontri tra marzo e aprile riguarda l’abolizione delle wild card a partire dalla prossima stagione.
Nessun costruttore, indipendentemente dalla propria fascia di concessioni, ha più il permesso di schierare moto extra sulla griglia di partenza. Di conseguenza, il lavoro di collaudatori come Michele Pirro per la Ducati, Lorenzo Savadori per l’Aprilia e Pol Espargarò per la KTM si riduce esclusivamente allo sviluppo interno dei prototipi.
I test rider perdono la possibilità di disputare i fine settimana di gara in aggiunta ai piloti titolari. L’unica dinamica che consente il loro ritorno in pista in un weekend ufficiale è la sostituzione diretta di un pilota infortunato, come avviene oggi in F1.
Il blocco allo sviluppo in pista per il 2027
L’aggiornamento del regolamento sportivo disciplina anche la fase di transizione verso il futuro tecnico del Motomondiale.
La Grand Prix Commission ha precisato che i team non possono sfruttare le wild card ancora in vigore per questa stagione per testare in anticipo in gara le moto di nuova generazione.
Diventa quindi vietato portare in pista le nuove cilindrate da 850cc, che il campionato introduce ufficialmente solo dal 2027. Questa misura impedisce ai costruttori di accumulare chilometri di sviluppo avvantaggiandosi durante i normali round stagionali.
Dunque, saranno fondamentali le sessioni di test. Come quelli ufficiali andati in scena nello scorso fine settimana a Jerez. Le squadre hanno già spinto al massimo sullo sviluppo dei prototipi, lavorando a 360 gradi su ogni componente. Riscontri positivi per i nuovi pacchetti aerodinamici alle novità per telaio ed elettronica.
Durante i test, infatti, le squadre hanno già mostrato le prime mosse in preparazione alla rivoluzione del regolamento prevista per il 2027.










