Oggi, domenica 22 febbraio, a Lille va in scena il confronto numero 51 tra Azzurri e Bleus, con in palio il Trofeo Garibaldi: l’Italia si presenta con Capuozzo di ritorno dall’infortunio e la maglia interamente rosso Garibaldi, mentre la Francia risponde con la mediana Dupont-Jalibert e una seconda linea ridisegnata con Flament e Meafou. Sullo sfondo, una storia che vede i Bleus vincitori in 16 delle 19 edizioni disputate. Ma il rugby, si sa, si gioca sul campo.
C’è una partita nella partita quando si affrontano Italia e Francia nel Sei Nazioni. Non è solo una sfida di classifica, non è soltanto un confronto tecnico tra due scuole ovali diverse per tradizione e palmarès. In palio c’è il Trofeo Garibaldi, simbolo di una rivalità che affonda le radici nella storia e nell’identità dei due Paesi.
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La nascita del Trofeo Garibaldi
Il Trofeo Garibaldi viene istituito nel 2007, in occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi. L’eroe dei due mondi, nato a Nizza quando la città era parte del Regno di Sardegna, rappresenta un ponte naturale tra Italia e Francia: un simbolo condiviso, ma anche una figura che incarna lo spirito di lotta e di orgoglio nazionale.
Il trofeo viene assegnato ogni anno alla vincente della sfida tra Italia e Francia nel Sei Nazioni. In caso di pareggio, il trofeo resta alla squadra detentrice. Un dettaglio regolamentare che aggiunge pepe a una partita che raramente è banale.
Vale la pena ricordare che il trofeo è opera di Jean-Pierre Rives, scultore francese ed ex rugbista — nonché capitano a più riprese della nazionale transalpina — a cui il Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario affidò la realizzazione a fine 2006. Dal 2017, peraltro, esiste anche il Trofeo Anita Garibaldi, l’equivalente femminile in palio tra le nazionali donne di Francia e Italia.

Matthieu Jalibert of France scores his sides fourth try during the 2026 Six Nations Championship, rugby union match between Wales and France on 15 February 2026 at Principality Stadium in Cardiff, Wales
Una rivalità in crescita
Per la Francia, storica potenza del rugby mondiale, la sfida con gli Azzurri è spesso stata vissuta come un passaggio obbligato nel cammino verso il titolo. Ma negli anni l’Italia ha saputo crescere, accorciando il gap e rendendo diverse edizioni del confronto tutt’altro che scontate.
Gli Azzurri hanno firmato alcune vittorie memorabili, soprattutto davanti al pubblico dello Stadio Olimpico di Roma, trasformando la sfida per il Trofeo Garibaldi in un obiettivo concreto e non solo simbolico. Ogni successo contro i Bleus ha avuto il sapore dell’impresa, ma anche quello della maturazione di un movimento che continua a investire sui giovani e sulla qualità del gioco.
I numeri, però, raccontano anche un’altra storia. Dalla prima edizione del 2007 — quando la Francia si impose 39-3 allo Stadio Flaminio di Roma — i Bleus hanno conquistato il trofeo in 16 occasioni su 19. Le uniche due affermazioni italiane risalgono al 2011 (22-21, sempre al Flaminio, nell’ultima gara disputata in quello stadio) e al 2013 (23-18 all’Olimpico). Nel 2024 è arrivato il primo pareggio della storia della competizione: 13-13 a Lille, con il palo colpito da Paolo Garbisi su calcio piazzato a tempo scaduto che ha impedito agli Azzurri di portare a casa un successo che sarebbe stato storico. Nel 2025 la Francia ha risposto con un netto 73-24 a Roma.

Michele LAMARO of Italy during the Guinness Six Nations match at the Aviva Stadium, Dublin
14/02/2026
Tecnica contro cuore
La Francia porta in campo potenza fisica, talento individuale e una capacità di accelerare il ritmo che spesso fa la differenza. L’Italia risponde con organizzazione, disciplina e una crescente consapevolezza nei propri mezzi. Negli ultimi anni il divario si è ridotto, con partite giocate punto a punto e finali carichi di tensione.
Il Trofeo Garibaldi, in questo senso, non è solo un oggetto d’argento: è il riconoscimento di una supremazia annuale in una sfida che mescola storia, orgoglio e ambizione.
Oggi in palio c’è molto più di una coppa
La partita di oggi assume un significato particolare. In un Sei Nazioni sempre più competitivo, ogni punto pesa. Ma battere la Francia, oltre a muovere la classifica, significa mandare un messaggio chiaro: l’Italia vuole essere protagonista.
Per gli Azzurri è l’occasione di scrivere un altro capitolo nella storia del Trofeo Garibaldi, per i Bleus è una questione di status e continuità. In mezzo, ottanta minuti di battaglia, placcaggi, calci piazzati e mischie che raccontano la bellezza ruvida del rugby.
Perché Italia-Francia non è mai solo una partita. È un confronto che unisce passato e presente, memoria e futuro. E oggi, ancora una volta, il Trofeo Garibaldi aspetta il suo padrone.
Le parole degli Azzurri
Alla vigilia della sfida il capitano Michele Lamaro ha inquadrato con lucidità il momento e l’avversario. “Rispetto all’ultima partita di due anni fa a Lille abbiamo sicuramente fatto passi in avanti, anche se siamo stati altalenanti. L’obiettivo di tutti è chiaro: cercare di migliorarci partita dopo partita. Credo che stiamo andando in questa direzione, con alcuni momenti di down. Il processo è stato preso bene da tutti i giocatori.”
Sul rientro di Capuozzo, Lamaro non ha nascosto soddisfazione, ma ha anche voluto rendere merito a chi lo ha sostituito nelle prime due giornate: “Lo conosciamo bene sia come giocatore che come persona. È importante sia in campo che fuori per quello che riesce a dare alla squadra. Voglio anche dire che secondo me Lorenzo Pani ha fatto una grande partita la settimana scorsa e forse questo dà ancora più valore al suo rientro, perché sa che la profondità della squadra è importante.”
Il capitano azzurro ha poi tracciato la chiave tattica della partita: “Contrattacco e turnover sono forse tra le caratteristiche principali della Francia. In questa partita non possiamo permetterci di fare troppi errori. Quanto riusciremo a essere precisi potrà influenzare la partita più delle altre settimane. Ci aspetta un esame ancora più grande.” E sull’approccio mentale: “È giusto dare spazio a tutte le emozioni prima di una partita come questa. La affronteremo nel modo giusto, consapevoli di quello che possiamo fare e che davanti a noi avremo una squadra fortissima.”
Il CT Gonzalo Quesada ha invece parlato della maglia rossa che gli Azzurri indosseranno per l’occasione: “È una opportunità diversa. A me personalmente piace molto. Da quando l’ho vista la prima volta mi è piaciuta sia esteticamente che per il messaggio storico legato. È interessante anche per i tifosi vedere la propria squadra giocare in maglie diverse.”

head coach Gonzalo Quesada (Italy) during Italy vs France, Rugby Six Nations match in Rome, Italy, February 23 2025
Le formazioni
La partita si gioca oggi, domenica 22 febbraio, con calcio d’inizio alle 16.10 alla Decathlon Arena Stade Pierre Mauroy di Lille. Sarà il confronto numero 51 tra le due nazionali, valido per la terza giornata del Guinness Sei Nazioni 2026.
Quesada ha apportato un solo cambio rispetto alla gara contro l’Irlanda: rientra dall’infortunio Ange Capuozzo, che riprende il suo posto in maglia numero 15. Per l’occasione gli Azzurri scenderanno in campo con una divisa interamente in Rosso Garibaldi, colore che richiama le storiche giubbe dei garibaldini.
Il XV titolare dell’Italia: 15 Ange Capuozzo (Stade Toulousain, 31 caps), 14 Louis Lynagh (Benetton Rugby, 11 caps), 13 Tommaso Menoncello (Benetton Rugby, 36 caps), 12 Leonardo Marin (Benetton Rugby, 19 caps), 11 Monty Ioane (Lione, 44 caps), 10 Paolo Garbisi (Toulon, 51 caps), 9 Alessandro Fusco (Zebre Parma, 22 caps), 8 Lorenzo Cannone (Benetton Rugby, 35 caps), 7 Manuel Zuliani (Benetton Rugby, 40 caps), 6 Michele Lamaro (Benetton Rugby, 51 caps) – capitano, 5 Andrea Zambonin (Exeter Chiefs, 16 caps), 4 Niccolò Cannone (Benetton Rugby, 60 caps), 3 Simone Ferrari (Benetton Rugby, 71 caps), 2 Giacomo Nicotera (Stade Français, 38 caps), 1 Danilo Fischetti (Northampton Saints, 60 caps).
A disposizione: 16 Pablo Dimcheff (Colomiers Rugby, 3 caps) — alla prima presenza in lista gara nel Sei Nazioni, 17 Mirco Spagnolo (Benetton Rugby, 21 caps), 18 Giosuè Zilocchi (Benetton Rugby, 24 caps), 19 Federico Ruzza (Benetton Rugby, 69 caps) — a un passo dalla soglia dei 70 caps, 20 Riccardo Favretto (Benetton Rugby, 10 caps), 21 David Odiase (Zebre Parma, 4 caps), 22 Alessandro Garbisi (Benetton Rugby, 21 caps), 23 Paolo Odogwu (Benetton Rugby, 8 caps).

Head Coach Fabien Galthie of France during the 2026 Six Nations Championship, rugby union match between Wales and France on 15 February 2026 at Principality Stadium in Cardiff, Wales
Il CT della Francia Fabien Galthié ha optato per una formazione che ridisegna la seconda linea rispetto alle gare precedenti: Ollivon e Guillard si accomodano in panchina per lasciare spazio a Flament e Meafou. Confermata la mediana di assoluto livello mondiale composta da Antoine Dupont, capitano, e Matthieu Jalibert, così come la prima linea Gros-Marchand-Aldegheri. Il triangolo allargato sarà formato da Bielle-Biarrey, Attissogbe e Ramos.
Il XV titolare della Francia: 15 Thomas Ramos, 14 Theo Attissogbe, 13 Emilien Gailleton, 12 Fabien Brau-Boirie, 11 Louis Bielle-Biarrey, 10 Matthieu Jalibert, 9 Antoine Dupont (capitano), 8 Anthony Jelonch, 7 Oscar Jegou, 6 François Cros, 5 Emmanuel Meafou, 4 Thibaud Flament, 3 Dorian Aldegheri, 2 Julien Marchand, 1 Jean-Baptiste Gros.
A disposizione: 16 Peato Mauvaka, 17 Rodrigue Neti, 18 Georges-Henri Colombe, 19 Charles Ollivon, 20 Mickael Guillard, 21 Lenni Nouchi, 22 Baptiste Serin, 23 Pierre-Louis Barassi.
A dirigere la sfida sarà l’arbitro irlandese Andrew Brace.
Dove vedere Francia-Italia
Il match è trasmesso in diretta su Sky Sport Arena per gli abbonati e in chiaro su TV8. Per chi preferisce lo streaming, la partita è disponibile su NOW e Sky Go per gli abbonati.









