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Rugby

Elisa Giordano agli Sky Inclusion Days: «Abbiamo contratti ma dobbiamo lavorare per vivere. L’unica cosa che possiamo fare è vincere»

Diego Dominguez, Elisa Giordano, Francesco Pierantozzi
Diego Dominguez, Elisa Giordano, Francesco Pierantozzi

La capitana della Nazionale femminile di rugby e Diego Dominguez al panel “Fra rugby e lavoro”: dalla disparità di genere nello sport ai contratti professionistici arrivati solo tre anni fa, fino al confronto con il mondo del tennis.

«Abbiamo dei contratti, ma per vivere dobbiamo andare a lavorare». Con questa frase diretta e senza filtri Elisa Giordano, capitana della Nazionale femminile italiana di rugby, ha aperto il panel “Fra rugby e lavoro” agli Sky Inclusion Days 2026 allo Sky Campus di Milano, portando sul palco una realtà che molte sportive conoscono bene. Al suo fianco Diego Dominguez, talent di Sky Sport e leggenda del rugby italiano e argentino, in un confronto moderato dal giornalista di Sky Sport Francesco Pierantozzi.

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Rugby femminile: contratti sì, ma la vita è un’altra storia

Giordano ha raccontato le difficoltà concrete di chi gioca a rugby ai massimi livelli in Italia: le università che non riconoscono le convocazioni in Nazionale come giustificazione per le assenze, i datori di lavoro a cui chiedere un mese di permesso sperando in comprensione. «I contratti professionistici ci sono da tre, quattro anni» ha spiegato. «Ho vissuto tutti gli step per arrivare a questo traguardo». Accanto all’atletismo, ha sottolineato l’importanza di «allenare il cervello», perché «ti aiuta a performare meglio anche in campo».

Dominguez ha condiviso la propria esperienza: «I primi anni della Nazionale avevo solo un piccolo rimborso. Studiavo, poi in parallelo lavoravo e giocavo. Solo nel 1995, quando sono andato in Francia, mi sono dedicato completamente al rugby. Se non alleni la testa, se non hai la possibilità di confrontarti con il mondo reale, rimani isolato. Ed è molto dura riprendere i contatti con la realtà».

La disparità di genere: «L’unica cosa che possiamo fare è vincere»

Incalzata sulla differenza di trattamento economico rispetto allo sport maschile — con il tennis citato come esempio di parità salariale — Giordano ha risposto con lucidità: «Non mi permetto di fare confronti. Noi amiamo talmente tanto questo sport che lo faremmo a priori. L’unica cosa che possiamo fare è continuare ad allenarci e vincere».

Dominguez ha aggiunto una prospettiva più ampia: «La prima responsabilità è la loro, delle giocatrici e dei giocatori. È il campo che comanda. Il movimento femminile italiano ha fatto passi in avanti molto più rapidamente di quelli fatti dalla Nazionale maschile». E con una proposta concreta: «A scuola si dovrebbe giocare di più a rugby». Giordano ha chiuso con un ragionamento sul futuro: «Più grande è il bacino di ragazze che giocano, più c’è la possibilità che emergano delle campionesse».

Tutte le informazioni e il programma aggiornato degli Sky Inclusion Days sono disponibili su inclusiondays.sky.it.

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