Gli Europei su pista Juniores e Under 23 di Cottbus hanno confermato la forza del movimento italiano. La Nazionale azzurra ha chiuso con 27 podi su 44 gare, un dato che racconta non solo la qualità dei singoli, ma anche la profondità del gruppo. Il bilancio complessivo evidenzia una crescita trasversale: 6 medaglie dalle Donne Juniores, 9 dagli Uomini Juniores, 4 dalle Donne U23 e 8 dagli Uomini U23. Numeri che certificano un lavoro costruito nel tempo, non un exploit isolato.
Medaglie e programmazione
Il dato più interessante riguarda la distribuzione dei risultati. L’Italia non ha brillato soltanto nell’endurance, settore tradizionalmente forte e capace di portare 18 medaglie, ma anche nella velocità. dove sono arrivati 9 podi. Un risultato che fino a pochi anni fa sembrava molto più difficile e che oggi dimostra l’efficacia della programmazione federale.
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A rendere il quadro ancora più significativo c’è la percentuale di atleti medaglisti: circa il 70% dei convocati è salito sul podio. Questo significa che non esiste più un gruppo ristretto di talenti isolati, ma una base ampia, competitiva e pronta a garantire continuità. Da Federica Venturelli, già campionessa del mondo élite nell’inseguimento, fino ai giovani alla prima esperienza internazionale, l’Italia ha mostrato un vivaio profondo.
I CT guardano avanti: obiettivo crescita
I commissari tecnici hanno sottolineato proprio questo aspetto. Edoardo Salvoldi ha parlato di risultati nati da allenamento e programmazione, mentre Marco Villa ha evidenziato l’importanza di formare atlete per il futuro passaggio tra le élite. Diego Bragato ha definito il bilancio soddisfacente per numeri, prestazioni e affiatamento, nonostante qualche episodio sfortunato.
Ivan Quaranta, per la velocità, ha ricordato anche i rimpianti per alcuni ori sfumati di poco, ma ha guardato con fiducia al Mondiale. Il messaggio è chiaro: l’Italia a Cottbus ha vinto tanto, ma soprattutto ha costruito qualcosa che può durare.










